Archivio per 30 aprile 2011

Tutti i Libretti di Verdi

Ogni melomane che si rispetti ha, nella sua biblioteca, una personale collezione di libretti.
L’esigenza pratica di avere a disposizione quanti più testi possibile con un minimo ingombro di spazio ha portato alla pubblicazione di numerose raccolte, dedicate in particolar modo agli autori più amati, tanto che nei lontani (si fa per dire) anni ’90 la Newton & Compton Editori inserì nel proprio catalogo 5 interessanti integrali librettistiche (Mozart, Rossini, Bellini, Verdi e Wagner) affidate alla cura di Piero Mioli. Di queste cinque integrali solo una (Verdi) è rimasta, attualmente, nel catalogo della casa editrice ma non dispero che, prima o poi anche le altre trovino la via di una ristampa; nel frattempo, se le trovate in una libreria ben fornita o in una bancarella, il mio consiglio è quello di accaparrarvele assolutamente.
L’unica integrale rimasta in catalogo, dicevo, è quella verdiana, più volte ristampata nel corso degli anni, prima in una nuova ed elegante veste grafica in occasione del centenario del 2001 e ora nella nuova serie dei Mammut, con una stilizzata caricatura del compositore di Busseto in copertina. L’edizione si fa apprezzare innanzitutto per la sua estrema completezza e, in effetti, le note di copertina recitano, non senza enfasi:

Fuorché la musica, tutto. Il pubblico del teatro di Verdi troverà in questo volume, a parte la musica, le note, la partitura (che sono logico appannaggio specialistico), tutti i testi dei libretti, integrali, e una ricca serie di rubriche volte a introdurre, a saggiare, a documentare, ad accompagnare l’ascolto.

Il libretto integrale di ogni opera viene accompagnato da un’esauriente introduzione storica e da ricche appendici, dove trovano spazio nella loro (quasi) totalità eventuali varianti alternative, riferite all’opera presa in esame. Spesso nelle appendici si trovano autentiche chicche o curiosità come, ad esempio, la prima stesura di alcune scene del Rigoletto o l’imbarazzante versione censurata della cabaletta “Sempre libera” della Traviata, che si rivelano elementi assai utili per entrare al meglio nel mondo e nell’estetica del melodramma italiano dell’800.

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