Archivio per 4 luglio 2011

Risorgimento – 0: Filosofia della Musica di Giuseppe Mazzini

L’idea di dedicare un ciclo di articoli alla musica del Risorgimento mi frullava nella testa già da un po’, soprattutto dopo aver notato la vera e propria scorpacciata verdiana che i teatri hanno programmato nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’omaggio di Non solo Belcanto alla musica che ha contribuito ad unire il nostro paese vorrebbe, tuttavia, essere particolare, non tanto per distinguersi nel mare magnum del web ma soprattutto perché (ferme restando l’importanza e il ruolo del Cigno di Busseto che non intendo minimamente mettere in discussione) l’obiettivo è quello di sollevare un po’ di interesse anche sugli altri autori che, volenti o nolenti, si sono trovati coinvolti negli eventi storici e nelle vicissitudini in cui si è formato il nostro paese nel XIX secolo. Il ciclo Risorgimento è nato da questa ambizione e si propone, nei limiti forniti da un blog che non ha nessuna pretesa di verità assoluta, di stimolare la curiosità nei confronti di quattro opere oggi in gran parte dimenticate, ma che in realtà ebbero una grande importanza negli anni ’30 e ’40 dell’800: quattro posts dedicati a quattro opere (ognuna collegata a un evento storico), dunque, che saranno pubblicati fino ai primi di agosto e un post “zero” (il presente) con funzione di Introduzione, oltre a qualche segnalazione e proposta di ascolto, formano l’omaggio di questo neonato blog alle celebrazioni per i “primi” 150 anni dell’Italia unita, con l’augurio che quanti ne bramano la divisione non conoscendone la storia, il patrimonio culturale e la ricchezza artistica (e sono molti, anche in Parlamento) possano allegramente andare a quel paese. Poi si potrà discutere sull’opportunità di un’unificazione così come è stata condotta (di fatto celebriamo in questo 2011 i 150 anni del Regno d’Italia, più che dell’Unità), possiamo discutere sulle storie dei briganti e sulla (mala) gestione del problema del Mezzogiorno, palesatasi fin dai primi anni del Regno… si tratta di fatti veri, storici e documentati che non intendo negare in nome di ciechi nazionalismi. Ma la Storia, quella con la S maiuscola, passa anche (perdonatemi la presunzione) dalla conoscenza della Storia delle Arti e, di conseguenza, della Storia del Melodramma: spero quindi che questo ciclo di post possa risultare di qualche interesse.

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