Risorgimento: Fratelli d’Italia – 2

Un’ulteriore segnalazione che ritengo doverosa in un blog votato, come è appunto Non solo Belcanto, alla musica italiana del XIX secolo: nel profluvio di prodotti celebrativi che sono arrivati nei negozi di dischi, nelle edicole e nelle librerie spicca questo doppio cd Fratelli d’Italia edito dalla Twilight Music. Quello che caratterizza il cofanetto è, innanzitutto, l’accurata scelta dei brani: l’ambito delle scelte musicali di questo Fratelli d’Italia si limita al XIX secolo, senza sconfinare in brani già novecenteschi come La leggenda del Piave e questa esclusiva vocazione ottocentesca rende l’antologia decisamente appetibile (almeno per il sottoscritto), senza contare che il prezzo appare decisamente abbordabile. Le registrazioni, inoltre, provengono tutte dagli archivi RAI e sono state restaurate e impaginate con molta cura.

Dentro c’è tutto quello che un appassionato dell’800 può desiderare: si va dall’Inno dell’albero della libertà di epoca napoleonica (1796) alla Camicia Rossa garibaldina (1860); la travolgente cabaletta “Suoni la tromba” dei belliniani Puritani (interpretata da Sesto Bruscantini e Franco Calabrese) è presente assieme alla struggente “O tu Palermo” dai verdiani Vespri Siciliani (affidata a Nicola Rossi Lemeni); Addio mia bella addio (1848) e il celebre Coro della già citata (in questo blog) Caritea, Regina di Spagna si affiancano agli immancabili “Va pensiero” del Nabucco e all’Inno di Mameli.

L’aspetto più affascinante dell’antologia, in ogni caso, è lo spazio dato alle voci meno usuali del Risorgimento: ecco, quindi, le marce e gli inni degli stati pre-unitari nonché i canti dei briganti affidati alle voci di Gabriella Aiello e Nando Citarella. Quello che ne esce è un quadro composito e assai variegato (in due cd troviamo 50 tracce), che permette di entrare ancora più a fondo in quel fenomeno complesso e troppo spesso viziato da assurde retoriche che fu il Risorgimento, senza cadere negli estremismi di pensiero che vanno dal nazionalismo più esasperato in (malo) odor di fascismo a improbabili spinte secessioniste.

Scrive Bruno Socillo nelle note del booklet di accompagnamento:

Radunare per la prima volta in un’unica raccolta […] i canti, le marce, gli inni e i versi poetici di chi ha fatto l’Unità d’Italia e di chi l’ha osteggiata […] è il contributo che Radio Rai vuole offrire a quella che si definisce memoria comune. Una memoria che non nasce da astratte condivisioni a posteriori, ma dall’accostamento di sensibilità e tradizioni differenti in un’unica, grande storia, in questo caso nella storia di una nazione (ancora) giovane. Una memoria che è presupposto necessario di pacificazione storica e anche politica, soprattutto nel 2011, anno particolare e significativo, occasione per una riflessione serena sul valore e le prospettive della nostra identità nazionale.

Il cd permette quindi di compiere un viaggio in un mondo e in un’estetica che paiono sempre più lontani, ma che comunque fanno parte delle nostre radici e che, in un momento storico in cui proprio la memoria nazionale sembra essere un serbatoio politico da cui attingere per il proprio tornaconto personale, non è male (ri)scoprire; il viaggio viene completato dalla lettura delle più celebri poesie ottocentesche (dal coro del manzoniano Adelchi alla Spigolatrice di Sapri di Mercantini) nelle voci di Giulio Bosetti, Arnoldo Foà, Giancarlo Sbragia e Ruggero Ruggeri.

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