Archivio per gennaio 2013

Mr. Sutherland

Richard BonyngeIn realtà avevo previsto un altro post per questo sabato, ma l’ennesimo ascolto, avvenuto stamattina, dello splendido recital Romantic French Arias di Joan Sutherland mi ha fatto riscoprire quanto la diva australiana dovesse, per i sommi risultati conseguiti in questo come in altri dischi, alla cultura e alla bravura del marito direttore d’orchestra. In Italia Richard Bonynge è sempre stato snobbato. Non so perché, ma la definizione comune, che lo vuole “Mr. Sutherland” (sostanzialmente legando la sua fortuna discografica e teatrale all’esclusiva presenza della moglie) è dura da mandare via ancora oggi. Io ho sempre pensato il contrario e ho sempre considerato Bonynge un direttore eccellente; eccelleva nel suo repertorio, ovviamente, che consisteva nel Belcanto italiano e nell’opera francese del XIX secolo, ma in questi ambiti è stato ed è davvero un grande. Era (ed è) un direttore innamorato delle voci, innanzitutto, e non si tratta di un’osservazione scontata: per dirigere l’opera italiana dell’800 è necessario amare la voce umana e amarne le potenzialità. Quando Bonynge adattava e ricuciva le parti delle grandi eroine ottocentesche (una su tutte, quell’Anna Bolena che la Sutherland affrontò davvero troppo tardi nella sua carriera) alle possibilità (comunque non comuni) della consorte, applicava un metodo abituale e scontato nella prassi esecutiva del XIX secolo: partiva dall’ovvia considerazione che il successo del cantante avrebbe condotto al successo anche l’opera e, considerando quanto deve la rinascita del belcanto ai grandi cantanti che l’hanno affrontato, aveva ovviamente ragione. Magari le sue letture non erano filologiche (i tagli, anche in studio, erano frequenti), ma erano “giuste”, nella misura in cui era “giusta” l’atmosfera che riusciva a creare. Lo stesso discorso può essere applicato all’opera francese: in Faust, ad esempio, Bonynge è l’unico che non solo non è messo a disagio dall’evidente influsso pompier di molte pagine, ma anziché cercare di sminuirlo vi si butta a capofitto, legando il capolavoro di Gounod al clima di tanti grand-opéra meyerbeeriani. Sarà arbitrario, ma anche affascinante, o almeno io la penso così. È grazie alla sua sensibilità musicale e alla sua sterminata cultura che Joan Sutherland ha scoperto le sue potenzialità nel repertorio che più ne ha esaltato le caratteristiche migliori, confermando in Bonynge una sensibilità nei confronti del canto che è uno dei motivi per cui lo considero un grande musicista e, sì, anche un grande direttore (peraltro ancora in carriera e con risultati egregi, come dimostrano alcune recenti incisioni Naxos). E siccome il luogo comune vuole che non si è grandi se non si canta e/o dirige Mozart mi adeguo alla vulgata nell’ascolto che segue il salto.

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Segnalazione pucciniana (e non solo)

Segnalo a chiunque fosse interessato e/o nei paraggi che domenica 3 febbraio 2013 terrò la conferenza di Guida all’Opera per Madama Butterfly di Giacomo Puccini, secondo titolo della Stagione Lirica 2012 / 2013 del Teatro delle Muse di Ancona. L’incontro è previsto al Ridotto del Teatro delle Muse dalle ore 11 e, in occasione della Guida all’Opera, dovrebbe anche essere disponibile il programma di sala dello spettacolo con un mio scritto di presentazione. Visto che l’ingresso alla Guida all’Opera è gratuito, se vorrete intervenire e presenziare sarete ovviamente i benvenuti. La Madama Butterfly sarà in scena al Teatro delle Muse Venerdì 8 febbraio alle 20.30 e domenica 10 febbraio alle 16; interpreti saranno Elena PopovskayaAnna MalavasiLuciano GanciGianfranco Montresor, direttore Renato Palumbo, regia di Arnaud Bernard.

Sabato 26 gennaio ritornerò anche alla trasmissione Il ridotto dell’Opera, condotta da Giorgio Appolonia su RSI Rete Due per una chiacchierata sulla Fuga in Maschera di Gaspare Spontini.

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Giuseppe Verdi: Complete Ballet Music from the Operas

Verdi Ballet Music Cd CoverIl 2013 sarà l’anno di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, entrambi nati nel lontano 1813, quindi i pubblici di tutto il mondo si preparaono (psicologicamente e fisicamente) alla lunga e intensa maratona che i teatri programmeranno nel segno delle loro opere. Non solo Belcanto non sfuggirà, ovviamente, a questa regola, ma visto che la mole di sudate carte sulla mia scrivania non ha ancora raggiunto quel livello accettabile che auspicherei, inauguro l’anno verdiano del blog (no, non dimenticherò Wagner, ma essendo l’anima del blog dedicata al Primo Ottocento è inteso che Verdi sarà in primo piano) con la segnalazione di un curioso doppio cd uscito meno di un anno fa. Questo Complete Ballet Music from the Operas registrato nel 2011 dalla Bournemouth Symphony Orchestra guidata da José Serebrier e edito dalla Naxos, è un disco molto interessante non solo perché rivolto sia agli amanti d’opera che a quelli della danza, ma anche perché raduna in un’unica registrazione i vari accostamenti del compositore di Busseto alla musica per balletto, avvenuti tutti (ça va sans dire) in terra francese con l’unica esclusione dell’Aida. Oltre alle celebri danze di Macbeth, di Aida e dei vêpres siciliennes il doppio cd contiene le più rare danze della Jérusalem (rifacimento francese dei Lombardi alla prima crociata) e della versione originale di Don Carlos oltre alle vere e proprie “chicche” costituite dai balletti scritti nel 1856 per Le trouvère, adattamento francese del trovatore andato in scena all’Opéra di Parigi, e da quelle composte nel 1894 per la prima francese dell’Otello: in quest’ultimo caso si tratta dell’ultima musica di scena composta da Verdi, all’epoca ottantunenne. L’esecuzione di Serebrier è brillante e mai noiosa, contibuendo alla riuscita del disco, che si conferma un prodotto interessante e da collezione, che non può mancare nella discoteca di ogni verdiano che si rispetti.

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Amanti spagnoli e preghiere

È ancora un momento piuttosto intenso: a causa del crash del pc mi si è accumulato un po’ di lavoro e il blog, necessariamente, dovrà attendere che la mole di sudate carte che invadono la mia scrivania giunga a un livello quantomeno accettabile. Ma, visto che ormai ho preso l’abitudine di dedicare il sabato ai post di NSB, questa settimana propongo l’ascolto di una splendida e vivacissima aria da camera di Gaetano Donizetti, giusto in tempo per chiudere le feste con un po’ di allegria: l’aria in questione è L’amante spagnuolo, interpretata con energico piglio da Jennifer Larmore accompagnata al piano da Antoine Palloc in una registrazione contenuta nell’ottavo volume, Notturno – Music for the Night, della splendida serie Il Salotto edita da Opera Rara.

Questo vivacissimo bolero (pubblicato a Napoli nel 1837 all’interno della raccolta Soirées d’automne à l’Infrascata) dimostra come il mondo della musica vocale da camera italiana sia ricco di gioielli spesso nascosti, ma in realtà assolutamente irresistibili, tanto che basterebbe solo un po’ di fantasia per impaginare recital vocali estremamente originali. Se la musica sembra familiare ai donizettiani è perché venne riutilizzata da Donizetti nel coro “Cinto di rosse nubi” che apre il II Atto della Pia de’ Tolomei.

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Di nuovo sulla mostra Violetta Carmen Mimì

palazzo_buonaccorsi_32dpirgbCome ho più volte segnalato (ad esempio qui, qui e qui) ho collaborato questa estate alla bella mostra Violetta, Carmen, Mimì – Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei Civici di Macerata curata da Francesca Coltrinari. Si è trattato di un lavoro per me molto stimolante, dato che mi ha portato ad approfondire le figure di alcune mitiche cantanti del XIX secolo, dalla vita avventurosa quanto quella delle eroine della lirica che interpretavano (il catalogo della mostra, che peraltro contiene numerosi contributi molto interessanti, è edito dalla Quodlibet): tra queste dive romantiche spiccava, ovviamente, Dionilla Santolini, maceratese di nascita e figura affascinante dell’Ottocento lirico italiano. Proprio perché ho considerato e considero questo progetto come significativo raccolgo e condivido un sacrosanto sfogo della curatrice, Francesca Coltrinari appunto.

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Le statistiche 2012 di Non solo Belcanto

Nonostante il crash al computer (sono tuttavia rientrato in pista da oggi… la domanda che mi faccio è però un’altra: ma che gli farò ai pc?), nonostante il consorsone di Parfum, nonostante le 10.000 cose da fare da scuola… insomma nonostante tutto Non solo Belcanto ha chiuso anche il 2012. I Maya ci hanno deluso, non si può nemmeno sperare in un’apocalisse per il 2013, però ci saranno le celebrazioni di Verdi e Wagner con cui potremo consolarci della mancata fine del mondo dello scorso 21 dicembre. Paura, eh?

Ecco un estratto:

4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 20.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 5 Film Festivals

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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