Di nuovo sulla mostra Violetta Carmen Mimì

palazzo_buonaccorsi_32dpirgbCome ho più volte segnalato (ad esempio qui, qui e qui) ho collaborato questa estate alla bella mostra Violetta, Carmen, Mimì – Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei Civici di Macerata curata da Francesca Coltrinari. Si è trattato di un lavoro per me molto stimolante, dato che mi ha portato ad approfondire le figure di alcune mitiche cantanti del XIX secolo, dalla vita avventurosa quanto quella delle eroine della lirica che interpretavano (il catalogo della mostra, che peraltro contiene numerosi contributi molto interessanti, è edito dalla Quodlibet): tra queste dive romantiche spiccava, ovviamente, Dionilla Santolini, maceratese di nascita e figura affascinante dell’Ottocento lirico italiano. Proprio perché ho considerato e considero questo progetto come significativo raccolgo e condivido un sacrosanto sfogo della curatrice, Francesca Coltrinari appunto.

Qualche giorno fa c’è stata la conferenza stampa di fine 2012 dell’Amministrazione comunale di Macerata: parlando di cultura sono state citate numerose iniziative dell’anno passato. Fra esse non la mostra “Violetta, Carmen, Mimì: Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata“. Certamente non sarà stata l’unica dimenticanza e non scrivo per risentimento personale (che non provo assolutamente!). Non mi stupisce troppo nemmeno questa “damnatio memoriae”: già il 30 settembre la mostra chiuse nel silenzio più totale, mentre sui giornali apparivano lunghi articoli sul museo della carrozza e il futuro allestimento di palazzo Buonaccorsi!
Però credo fortemente in quell’operazione, frutto dell’impegno e della passione di numerose persone convinte che la cultura e il patrimonio locale (di Macerata, come di altri centri) valgano la pena di essere studiate, divulgate, comunicate e quel silenzio mi è parso ingiusto. E forse anche pericoloso perché se simili iniziative cadono nel vuoto, se vengono dimenticate sarà sempre più difficile riproporle.
Scrivo allora per ricordare “Violetta, Carmen, Mimì”, permettendomi di riassumerne alcuni degli aspetti caratterizzanti:
La mostra è stata fatta interamente con opere dei musei civici e della biblioteca di Macerata, in gran parte sconosciute, alcune restaurate per l’occasione. Ha prodotto un catalogo edito da Quodlibet con saggi e schede scientifiche ricche di novità per la studio del patrimonio locale (cose che restano anche a mostra smantellata). Al catalogo hanno lavorato molti GIOVANI laureati, chiamati a studiare e scrivere.
Vi hanno collaborato varie istituzioni della città: il comune che l’ha promossa e finanziata con ben due assessorati (cultura e pari opportunità in virtù del tema), l’istituzione Macerata Cultura, l’Università, il Macerata Opera festival (grazie a Francesco Micheli, che ha partecipato al comitato scientifico, contribuito all’allestimento e scritto nel catalogo), la Prefettura (che ha consentito l’apertura delle sale di rappresentanza) oltre a Provincia e Regione che l’hanno in parte finanziata, ma anche l’Accademia de Catenati e Adam, con cui abbiamo organizzato varie iniziative.
Ha consentito di recuperare alcuni locali di palazzo Buonaccorsi e di realizzare parte dell’allestimento (progettato da Luca Schiavoni) per la collezione di arte contemporanea permanente, andando nella direzione dell’allestimento del museo.
Ha offerto a coloro che venivano a Macerata per la lirica la possibilità di arricchire la conoscenza della città, di guardare in modo diverso ad alcune opere note, di conoscere temi e figure sconosciute o conosciute da pochi (penso ad esempio al grande Gualtiero Baynes, al collezionista Cesare Filippucci o a Dionilla Santolini e Francisca Solari).
Ha valorizzato la città, il museo, lo Sferisterio INSIEME.
E mi fermo. Ringrazio chi di voi, con me, ci ha creduto e ci crede.
Francesca Coltrinari

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  1. #1 di icittadiniprimaditutto il 3 gennaio 2013 - 16:33

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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