Archivio per luglio 2013

Macerata Opera Festival – Mercoledì Mania 7 agosto

DIONILLA_JPG

, ,

Lascia un commento

Varie ed eventuali

Ho bisogno di una pausa di riflessione con me stesso, visto che il rapporto con il mio ego è entrato in crisi. Scherzi a parte il blog chiude per ferie anticipate a causa di impegni, imprevisti assolutamente inaspettati e conseguente mancanza della tranquillità mentale minima per la gestione di questo spazio web. Ci si risente a settembre, ma prima ricordo i prossimi appuntamenti del Macerata Opera Festival 2013 a cui interverrò:

  • 24 luglio 2013  – ore 18.30. Presso la Biblioteca Mozzi Borgetti (Sala Castiglioni, Piazza Vittorio Veneto) sarò protagonista di un incontro intitolato Eroi sospesi, Trovatore, Nabucco e Sogni. L’evento è programmato nell’ambito della mostra Sospensioni. Percorsi d’arte in Biblioteca a cura di Ludovico Pratesi e David Miliozzi.
  • 7 agosto 2013 – Doppio appuntamento nell’ambito del Mercoledì Mania del Festival Off. Alle 19.30 un preconcerto al Caffé Venanzetti di Macerata (Galleria Scipione) intitolato Il segreto per esser felici – Un brindisi con Dionilla Santolini e alle 21.30, al Teatro Lauro Rossi, il recital Dionilla Santolini diva “inattuale” – Alla scoperta di una primadonna maceratese con il mezzosoprano Enkelejda Shkosa e il pianista Giulio Zappa.

Qui il cartellone completo del Macerata Opera Festival 2013 e buona estate.

, ,

1 Commento

Dionilla bagnata (e speriamo fortunata)

Grazie a tutti coloro che sono intervenuti ieri all’Incontro con l’autore che si è tenuto ieri presso la Bottega del Libro (C.so della Repubblica, 9, Macerata) con la Professoressa Paola Magnarelli, Francesco Micheli e, ovviamente, il sottoscritto. Abbiamo parlato di Dionilla Santolini diva «inattuale», che dallo scorso 28 giugno è disponibile, nella serie I Personaggi della Musica della Zecchini Editore. Nonostante la pioggia (un temporale pazzesco ci ha costretto a battere in ritirata al coperto) l’incontro è andato molto bene e vorrei ringraziare qui tutto lo staff della Bottega del Libro (in particolare Chiara, Simona e Egidio) che hanno permesso la realizzazione di questo appuntamento, per me molto importante, oltre alla Professoressa Magnarelli e a Francesco Micheli, che sono gentilmente intervenuti con bellissime parole. Ne approfitto per ricordare anche il doppio appuntamento nell’ambito del Mercoledì Mania del Festival Off del prossimo 7 agosto. Alle 19.30 preconcerto al Caffé Venanzetti di Macerata (Galleria Scipione) intitolato Il segreto per esser felici – Un brindisi con Dionilla Santolini e alle 21, al Teatro Lauro Rossi, il recital Dionilla Santolini diva “inattuale” – Alla scoperta di una primadonna maceratese con il mezzosoprano Enkelejda Shkosa e il pianista Giulio Zappa con musiche di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Pacini e Verdi tratte dal repertorio della cantante. Segnalo anche che il 24 luglio alle 18.30 sarò protagonista di un incontro presso la Biblioteca Mozzi Borgetti (Sala Castiglioni, Piazza Vittorio Veneto) intitolato Eroi sospesi, Trovatore, Nabucco e Sogni nell’ambito della mostra Sospensioni. Percorsi d’arte in Biblioteca, a cura di Ludovico Pratesi e David Miliozzi, che si inaugurerà oggi 14 luglio alle 18.30.

Dionilla Santolini

, , ,

Lascia un commento

Storia di una puttana

Svetla VassilevaLa recente polemica che, in occasione del ballo in maschera allestito alla Scala di Milano, ha investito lo spettacolo di un regista che ammiro e apprezzo come Damiano Michieletto si è, ancora una volta, arenata molto spesso (almeno nei giornali) sullo scontro tra i cosiddetti passatisti e i cosiddetti modernisti. Si tratta di una distinzione che reputo stupida e semplicistica: non tutte le regie con ambientazione tradizionale sono lodevoli e non tutte le riletture e trasposizioni sono pessime (e viceversa)… è, insomma, la vecchia massima secondo cui un conto è l’ambientazione e un conto e la regia. Lapalissiano, si direbbe, ma non così tanto, stando almeno ai fischi che hanno accolto Michieletto, il quale ha forse avuto l’unico torto di essere l’ultimo spettacolo in un anno scaligero in cui le regie verdiane non hanno certo brillato per fascino. Che l’equazione regia = scenografia = ambientazione sia inutile e fuorviante lo penso da tempo e, soprattutto, lo penso quando leggo i teneri pensieri di chi a teatro cerca il bello e non le brutture della contemporaneità. Mi viene da ridere perché anche Verdi si sentì dire le stesse cose quando portò in scena La traviata: perché raccontare la storia di una puttana con gli stessi abiti indossati dal pubblico in sala? Perché negare all’opera la possibilità di evasione ed essere costretti a guardare nel buio della società che siamo? Allora siamo proprio sicuri che la storia di una puttana (è Verdi a definirla così, e del resto il mestiere che svolge è inequivocabile) non debba coinvolgerci, sconvolgerci, farci pensare… insomma siamo sicuri che l’opera, per sopravvivere, non debba essere più di un semplice diletto e passatempo borghese? (Questa è per i “passatisti”) Ecco allora che la regia diventa un elemento fondamentale per permettere al messaggio eversivo e, perché no, sovversivo dell’opera lirica di emergere nella sua forza… e poco importa che sia regia tradizionale o moderna (una distinzione che trovo priva di senso), ma deve comunque esserci. Siccome sono bastian contrario per natura e per carattere vorrei parlare di un allestimento di traviata che amo molto, quello con regia di Ursel e Karl-Ernst Herrmann della Deutsche Oper am Rhein, Theatergemeinschaft Düsseldolf-Duisburg e Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, da me visto nella ripresa del 2007 al Festival Verdi di Parma. Si tratta di uno spettacolo sostanzialmente classico, ma che dimostra come anche un’ambientazione tradizionale possa contenere una regia splendida e coinvolgente. (E questa è per i “modernisti”) Un allestimento che mi sembra la prova vivente di come sia inutile e ridicola questa distinzione stupidina tra allestimenti tradizionali e moderni (magari giudicando uno spettacolo solo da due foto recuperate in rete), perché non basta una scenografia per creare la “tinta” di un’opera, ma dalla scenografia si deve partire per la creazione del teatro.

Leggi il seguito di questo post »

, , , , , , ,

3 commenti

TuttoVerdi – Giovanna d’Arco

Giovanna-d´ArcoDVD_FrontCoverDVDRicordo abbastanza bene le recite della Giovanna d’Arco allestita al Festival Verdi di Parma del 2008, contenuta nel settimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor. Non fu una produzione facile, soprattutto per le contestazioni che, alla prima, colpirono la protagonista Svetla Vassileva, mentre alcune delle repliche videro l’assenza del baritono Renato Bruson, sostituito comunque in maniera più che onorevole da David Cecconi. Molti appassionati parmigiani ricordano ancora con orrore (o quasi) la performance della bella Svetla: non so che dire, mi limito a registrare l’informazione ma non condivido affatto. Innanzitutto prestazioni ben peggiori si sono udite a Parma (una è anche contenuta in questo dvd ed è quella dello scialbo tenore Ewan Bowers, che non è un grande attore ma neanche un grande cantante… ma davvero non c’era di meglio per Carlo VII?) e sono passate senza segni visibili di riprovazione, inoltre la Giovanna della Vassileva non mi sembra affatto un disastro. È vocalmente inadatta, ovviamente, perché un buon soprano lirico (per quanto educato) non può risolvere le difficoltà di una parte così lunga e strana, ricca di slanci drammatici e di coloratura, se non a prezzo di forzature varie. Eppure, fermo restando che a mio parere non si ascolta nulla di veramente riprovevole, lo slancio e la cura nella costruzione di un personaggio esaltato e fragilissimo (trattandosi di un video aiuta molto anche la bellezza della figura e la proprietà del gioco scenico) compensano molti dei limiti vocali nella creazione di una Giovanna dolcissima e mistica, molto originale nella sua insicurezza di fondo, espressa anche da un viso di attrice molto mobile. Certo, le grandi cabalette verdiane necessiterebbero di ben altra “polpa” vocale e di una robustezza vocale che la bella Svetla, con la sua delicata voce lirica, non ha, ma il lavoro sul personaggio è ammirevole e, per mio conto, ricco di grande comunicativa. Accanto a lei spicca Renato Bruson, ancora grandissimo interprete e con molte frecce al proprio arco vocale, oltre alla splendida direzione del compianto Bruno Bartoletti.

Leggi il seguito di questo post »

, , ,

Lascia un commento

  • %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: