Archivio per novembre 2013

TuttoVerdi – Rigoletto

RigolettoDVDCoverCon il sedicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor si entra nel terreno delle opere più amate e popolari di Verdi, quelle che (facendo un discorso più prosaico) possono vantare una discografia e una videografia decisamente cospicua, tale da rendere nullo il valore documentario di una nuova incisione chiamata a fronteggiare gli impegnativi confronti con i cofanetti vicini di scaffale. Nel caso del Rigoletto va comunque notato che la videografia del capolavoro verdiano non è poi così ricca quanto la popolarità dell’opera farebbe supporre ma, nonostante questo, la presente incisione in dvd non ha certo vita facile. Lo spettacolo, con regia di Stefano Vizioli e il recupero di alcune storiche scenografie di Pier Luigi Samaritani, è gradevole e interessante in alcune scelte non così scontate (come il trasferire tutto il grande blocco del I Atto, dal duetto Rigoletto – Gilda al “Caro nome” nell’interno della casa di Rigoletto) ma non lo definirei come particolarmente innovativo: la scena dell’orgia iniziale, ad esempio, è casta e poco inquietante come avviene 9 volte e tre quarti su 10 ma l’intero III Atto è discretamente suggestivo. Non male la direzione di Massimo Zanetti, che legge l’opera con discreta drammaticità senza però offrire una lettura veramente personale o in grado di reggere gli impegnativi confronti della storia del disco. Nel cast il solo Leo Nucci, con la sua collaudata incarnazione del buffone mantovano, esce vincitore dalla sfida del palcoscenico, mentre Francesco Demuro sfoggia una bellissimo timbro e un’affascinante presenza scenica, ma non ha affatto il fascino predatorio (vocale, prima ancora che attoriale) necessario al personaggio del Duca né la souplesse tecnica indispensabile per emergere dalla difficile “Parmi veder le lagrime”. Nino Machaidze, infine, fa veramente rabbia: in scena è sensazionale perché, oltre ad essere bellissima, è anche un’attrice molto brava e un’interprete che avrebbe un’idea originale, coinvolgente e nuova del personaggio di Gilda… purtroppo i limiti di una tecnica non completamente risolta scemano di molto le potenzialità espressive dell’artista, con il risultato di una Gilda con potenzialità notevole solo in parte espresse. Peccato. Nel complesso un Rigoletto di sufficiente livello, che a teatro si classificherebbe come una serata di normale routine, non così indimenticabile da giustificare l’imperitura meritoria di una ripresa in dvd.

(17 – continua)

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TuttoVerdi – Stiffelio

StiffelioBLURAYCoverLo Stiffelio contenuto nel quindicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor fu l’ultimo spettacolo della gestione Meli allestito al Teatro Regio di Parma, allestimento conclusivo della Stagione Lirica 2012, affidato alla bacchetta dell’allora enfant prodige Andrea Battistoni, che non diresse male (se si esclude qualche incomprensibile taglio, inaccettabile in un’integrale verdiana pensata per il 2013) ma rivelò anche una certa pesantezza di lettura che emerge anche alla visione del dvd. Il cast, invece, fu tra i migliori dell’era Meli: Roberto Aronica fu a teatro ed è nel dvd uno Stiffelio molto parco di sfumature e sempre tendenzialmente stentoreo, ma la voce è bella e il canto sempre (o quasi) a fuoco. Bravo, ma anche lui piuttosto stentoreo, Roberto Frontali, comunque autore di una prova notevole e comunicativa. Trovai e trovo invece piuttosto leggera la Lina di Yu Quancun, talentuoso soprano cinese che canta con garbo e fraseggia con classe, ma per cui la parte dell’adultera sposa di Stiffelio è forse troppo pesante. Non male Gabriele Mangione, un “nobil conte Raffaello” adeguato alla bisogna e piuttosto alterni i ruoli minori. Lo spettacolo di Guy Montavon è molto grigio, molto elegante e molto gradevole, anche se cade clamorosamente nella scena finale: il fascino dello Stiffelio è nella modernissima soluzione drammaturgica che permette al pastore di perdonare sua moglie aprendo a caso il Vangelo per leggere il celebre passaggio dell’adultera. Visualizzare il Vangelo sotto forma di un’enorme installazione libresca al proscenio, con delle pietre che scendono sopra i coristi in preghiera e, soprattutto, rappresentare Stiffelio che fugge via dopo la frase di perdono, è didascalico e travisa completamente un’invenzione tra le migliori del giovane Verdi. Nel complesso un dvd di discreto livello, ma ancora una volta esiterei a indicare tale registrazione un modello di come andrebbe eseguito Verdi, come pomposamente recita lo slogan della collana.

(16 – continua)

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Viva Verdi – Riccardo Chailly

chaillyIn edicola è disponibile una delle ultime fatiche di Riccardo Chailly alla guida della Filarmonica della Scala: l’album Viva Verdi – Ouverture & Preludi che la scorsa primavera era uscito in tutti i negozi di dischi per la Decca ed ora è acquistabile a un prezzo decisamente inferiore in abbinamento a La Repubblica e L’Espresso. La scaletta del disco prevede le esecuzioni di Ouverture e Preludi da I vespri siciliani, Alzira, La traviata, Il Corsaro, Nabucco, Giovanna d’Arco, Aida, Macbeth e La forza del destino oltre ai balletti da Jérusalem, rifacimento francese de I lombardi alla prima crociata. L’esecuzione è ovviamente eccellente e l’ascolto del disco si rivela un’esperienza addirittura esaltante, anche perché la registrazione è di notevolissima chiarezza. Tuttavia l’ascolto di alcune tra le pagine sinfoniche meno interessanti del primo Verdi, contenute nel cd, mi spinge a chiedere cosa abbia Verdi in più rispetto a molti suoi contemporanei: la Sinfonia di Nabucco è indubbiamente trascinante ed esplosiva, ma (anche prescindendo dalla rozza gestione della coda, con il tema del “Maledetto” che ricompare creando enormi grattacapi a direttori e interpreti) l’Ouverture della donizettiana Maria di Rohan è molto più raffinata e interessante… eppure fior fior di interpreti hanno inciso in studio la Sinfonia di Nabucco e nessuno credo si sia mai preso nemmeno la briga di sfogliare quella della Rohan. Con questo non voglio denigrare certo Nabucco, che trovo un’opera esplosiva e coinvolgente, ma a volte ho come l’impressione che su molti autori del Primo Ottocento aleggi un vero e proprio pregiudizio, in particolare su Donizetti. Vabbé, non c’entra nulla, quindi la finisco qui, e buon ascolto del cd di Chailly.

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TuttoVerdi – Luisa Miller

Luisa MillerDVDCoverRicordo bene le recite di Luisa Miller andate in scena al Teatro Regio di Parma nell’ottobre del 2007 e fissate per i posteri nel quattordicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor: fu un successo notevole, il cui eco rimbalzò per molti forum e riviste specializzate e che portò anche al lancio di biglietti, dedicati ai tre protagonisti vocali, al termine della maggior parte delle recite (il tutto è fedelmente testimoniato nel video, anche se personalmente trovo questa ostentazione – al pari delle grida di “Viva Verdi” poste al termine del Nabucco – non proprio di ottimo gusto e, in una parola, alquanto provinciale). Personalmente ricordo che trovai la produzione complessivamente riuscita, ma non di livello tale da condividere i peana che rimbalzavano per ogni dove, tanto che gli entusiasmi per la coppia dei due amanti mi parvero francamente eccessivi: si parlava molto male della traviata contemporaneamente in scena negli stessi giorni (di quello spettacolo ho già parlato in questo post) ma a me la distanza tra le due realizzazioni non parve affatto abissale (anzi). La visione del dvd ha confermato il mio ricordo: si tratta di una Luisa Miller estremamente gradevole e coinvolgente, ma gridare al capolavoro è forse eccessivo. Fiorenza Cedolins avrebbe bellissime intuizioni di fraseggio e di interpretazione, saprebbe anche come dire certe frasi, ma la voce inizia a non rispondere più al meglio alle sollecitazioni dell’interprete: è una buona Luisa ed esce anche con discreto onore dalla micidiale aria d’entrata, ma qualche problema c’è. Marcelo Álvarez imposta Rodolfo sulla drammaticità a tutti i costi, anche se lo fa con una voce di timbro splendido e ancora sufficientemente fresca da permettergli di far dimenticare un’evidente genericità di fraseggio (limite piuttosto vistoso nella grande scena del II Atto, fin dall’attacco impostata sulla massima tensione espressiva). Solido, professionale e decisamente centrato il Miller di Leo Nucci mentre tra gli importantissimi ruoli minori si segnala solo Giorgio Surjan, gli altri risultando sostanzialmente scialbi e poco interessanti. Bella, invece, la direzione di Donato Renzetti che, pur senza particolari voli di fantasia, imposta una narrazione lineare e scorrevole, con la giusta drammaticità e cogliendo il particolare clima di un’opera che, dopo un inizio in cui sembra strizzare l’occhio al repertorio semiserio, vira con particolare decisione verso atmosfere molto drammatiche; esigui i tagli praticati, tra cui il da capo di “L’ara o l’avello apprestami” e parte della coda di “Maledetto il dì ch’io nacqui”. Lo spettacolo di Denis Krief è suggestivo nell’evidenziare la netta contrapposizione tra il gelido ambiente della corte e le rustiche atmosfere lignee, molto più calde, di casa Miller: per quanto mi riguarda la sua Lucia di Lammermoor fu molto più riuscita, ma anche questa Luisa ha un suo perché. Un dvd, comunque, che merita la visione.

(15 – continua)

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TuttoVerdi – La battaglia di Legnano

Battaglia di LegnanoDVDCoverProprio brutto il tredicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor, tanto da configurarsi senza dubbio come la pubblicazione peggiore dell’intera serie. Vero è che, a quanto si sa, non avrebbe dovuto essere questa l’edizione designata a essere ripresa, ma quella andata in scena a Parma nell’ottobre 2012 con la regia di Pier Luigi Pizzi e la prevista direzione di Andrea Battistoni; tuttavia l’anticipata fine della gestione Meli a Parma ha forse convinto la Unitel e la CMajor a realizzare, a tambur battente, il video di una delle recite triestine del febbraio 2012. Fatto sta che il dvd è veramente bruttino: lo spettacolo di Ruggero Cappuccio nacque a Roma nel maggio 2011 (ma in origine era stata annunciata la regia di Gabriele Lavia) e si configurava come un gesto di denuncia contro l’indifferenza politica nei confronti dei beni culturali dell’Italia. L’idea (che trovo bislacca applicata a quest’opera) funzione in qualche scena, ma, oltre a essere troppo statica, alla lunga risulta decisamente snervante e, in ogni caso, terribilmente invecchiata in soli pochi anni. Musicalmente si segnala la direzione corretta di Boris Brott (poi sul podio anche a Parma, qualche mese dopo, in sostituzione del rinunciatario Battistoni) che però non sa innervare di pathos e senso del grandioso la musica verdiana in una lettura troppo grigia, mentre il cast è decisamente deludente: Andrew Richards, che è comunque il migliore in campo, è un pallido Arrigo; Dimitra Theodossiou una debole Lida (peraltro i costumi le stanno malissimo e non sarebbe stata una cattiva idea ridisegnarli per l’occasione) mentre il baritono argentino Leonardo Lopez Linares parte benino ma arriva decisamente stanco al grande appuntamento del III Atto, durante il quale si sentono alcuni suoni francamente molto brutti, che non sarebbe stato male rifare in vista di una pubblicazione in dvd. Siamo tutti esseri umani e qualche suonaccio, in una recita, ci può stare: ma in un cd o in un dvd (con il micidiale tasto Rewind a portata di mano) bisogna essere attenti, altrimenti ne va non solo dell’immagine del prodotto ma anche dell’artista coinvolto, verso cui si fa un pessimo servizio.

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