Il sibilo [Opera Rara – Il Salotto]

Il Sibilo - Cd CoverIl fatto che nel corso del XIX secolo i musicofili fossero “costretti” a suonare, vista l’ovvia assenza di qualsiasi supporto di riproduzione del suono registrato, li rendeva degli appassionati molto più attivi, colti e preparati di quanto non siamo noi oggi e la riprova è nella produzione, veramente notevole, di musiche da camera che nascevano per essere eseguite nei salotti delle abitazioni private, permettendo ai divi di potersi esibire nelle case dei nobili più influenti ma, soprattutto, consentendo a talentuosi dilettanti di poter mettere in mostra le loro qualità in esibizioni offerte a un pubblico selezionato. Una riprova dell’attenzione rivolta a questo genere di composizioni è nel quarto volume della serie Il Salotto edita da Opera Rara: il disco prende il suo titolo dalla rivista Il Sibilo che, edita a Napoli per due anni dal 1843 al 1845 (anno in cui venne fusa con Il Dagherrotipo) ebbe la particolarità di non parlare solo di arti e musica ma di stampare musica, offrendo ogni due settimane un’aria da camera stampata in una facciata singola di 27×18 cm. Lo scarso spazio disponibile limitò la pubblicazione ad ariette brevi. ma affascinanti, soprattutto barcarole o piccoli bozzetti musicali, per la composizione delle quali vennero scomodati non solo autori locali, ma anche grande protagonisti della storia dell’opera.

Carl Gustav Carus - Pescatori nel porto di Napoli - 1828-29Di fatto Il Sibilo ospitò 26 romanze da camera, dal 24 agosto 1843 al 25 agosto 1844, con musiche di Gaetano Donizetti, Giovanni Pacini, Luigi Ricci, Saverio Mercadante, Gioachino Rossini (con una delle sue variazioni sul tema dei “Mi lagnerò tacendo”) e persino, il 7 marzo 1844, una deliziosa composizione del castrato Girolamo Crescentini (della cui produzione cameristica, risalente a circa quarant’anni prima, si era in parte già parlato). Molti numeri presentano poi composizioni di autori più noti a livello locale o oggi dimenticati, come il napoletano Giuseppe Lillo (all’epoca famoso pianista che sarebbe diventato, nel 1849, anche docente di composizione al Conservatorio San Pietro a Majella, peraltro autore nel 1839 dell’opera Il conte di Chalais basata sullo stesso argomento poi affrontato da Donizetti nella sua Maria di Rohan), il palermitano Salvatore Sarmiento o Luigi Cammarano, fratello (più giovane di un anno) del librettista Salvadore. Le composizioni, in genere, sono ariette fresche e accattivanti, di spiccata comunicatività e limitate difficoltà vocali, ma tutte dotate di una fragranza popolareggiante non priva di fascino. Molte ariette, sia tra quelle degli autori più famosi che dei compositori meno noti, sono presentate in dialetto napoletano e addirittura Pacini e Cammarano ne compongono due (“La Vucca”, pubblicata l’11 gennaio 1844 e “Cardiddu ca vai”, pubblicata il 16 maggio 1844) in dialetto siciliano. Nessuna delle arie da camera ospitate su Il Sibilo è dedicata a un cantante professionista e le dediche degli autori sono soprattutto a nobili dilettanti locali, con l’esclusione però de “Na fattura” di Luigi Ricci (pubblicata il 19 ottobre 1843) che viene dedicata al mezzosoprano Fanny Ekerlin: la Ekerlin, tuttavia, si era ritirata nel 1840 ed era morta nel 1842, quindi la dedica in questione potrebbe testimoniare una stesura dell’aria da camera precedente vari anni la pubblicazione o, forse, un omaggio in memoria della cantante.

Franz Ludwig Catel - Passeggiata a PalermoFedele all’attenzione dimostrata nei confronti del repertorio italiano del XIX secolo (magari l’avessimo noi in Italia questa attenzione) l’Opera Rara ha deciso di inserire nella sua splendida collana Il Salotto (le cui emissioni, da qualche anno, hanno subito purtroppo un arresto) un intero cd dedicato alle brevi ariette del Sibilo, integrato da una manciata di altre composizioni (di Ricci, Pacini, Donizetti ma anche Nicola Vaccaj) necessarie a completare la durata del disco in questione. Il cd, registrato nel 2001, è attualmente fuori catalogo e disponibile solo in digital download ma c’è da augurarsi che, quanto prima, possa essere ristampato perché si tratta di uno dei volumi più interessanti della serie in questione. Non che si ascolti musica indimenticabile, ma la breve intensità di questi piccoli bozzetti musicali è spesso molto toccante, come nel caso della dolente “Malvina la bella” di Donizetti, o divertente, come nella fresca e guascona allegria de “Lu Vasillo” di Sarmiento. L’esecuzione vede schierati Ildebrando D’Arcangelo, Donata D’Annunzio Lombardi, Nuccia Focile e Paul Charles Clarke accompagnati al piano da David Harper ed è, nel complesso, molto buona; Clarke, oltretutto, se la cava con discreto onore alle prese con i dialetti del sud anche se l’accento non del tutto idiomatico è particolarmente evidente a un orecchio italiano. Comunque un cd da conoscere.

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