Articoli con tag Il Salotto

Il sibilo [Opera Rara – Il Salotto]

Il Sibilo - Cd CoverIl fatto che nel corso del XIX secolo i musicofili fossero “costretti” a suonare, vista l’ovvia assenza di qualsiasi supporto di riproduzione del suono registrato, li rendeva degli appassionati molto più attivi, colti e preparati di quanto non siamo noi oggi e la riprova è nella produzione, veramente notevole, di musiche da camera che nascevano per essere eseguite nei salotti delle abitazioni private, permettendo ai divi di potersi esibire nelle case dei nobili più influenti ma, soprattutto, consentendo a talentuosi dilettanti di poter mettere in mostra le loro qualità in esibizioni offerte a un pubblico selezionato. Una riprova dell’attenzione rivolta a questo genere di composizioni è nel quarto volume della serie Il Salotto edita da Opera Rara: il disco prende il suo titolo dalla rivista Il Sibilo che, edita a Napoli per due anni dal 1843 al 1845 (anno in cui venne fusa con Il Dagherrotipo) ebbe la particolarità di non parlare solo di arti e musica ma di stampare musica, offrendo ogni due settimane un’aria da camera stampata in una facciata singola di 27×18 cm. Lo scarso spazio disponibile limitò la pubblicazione ad ariette brevi. ma affascinanti, soprattutto barcarole o piccoli bozzetti musicali, per la composizione delle quali vennero scomodati non solo autori locali, ma anche grande protagonisti della storia dell’opera.

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La Potenza d’Amore [Cd Opera Rara]

Il mondo della musica vocale da camera è uno dei più affascinanti nell’ambito della produzione artistica del XIX secolo, trovando anche in Italia uno spazio tutt’altro che ristretto, soprattutto grazie ai salotti nobili, nelle cui serate di musica non era infrequente assistere a veri e propri recital densi di ariette e cantate composte per l’occasione. La casa inglese Opera Rara ha riservato un’intera serie (significativamente intitolata Il Salotto) alla produzione italiana e francese del XIX secolo, in particolare dedicando il secondo volume della serie (La Potenza d’Amore) al genere della cantata. La cantata, una forma musicale che nell’alternanza di recitativi e arie si configura come una sorta di mini-opera da camera, era un genere particolarmente apprezzato nel periodo barocco e settecentesco; il soggetto di una cantata, in genere, si legava al mondo mitologico e/o arcadico, ma non mancava l’elemento religioso (tradizione particolarmente feconda in Germania, basti pensare alla sterminata produzione di cantate composte da Johann Sebastian Bach). Nel primo Ottocento, epoca oggetto delle cantate contenute nel cd Opera Rara, il genere conobbe la sua ultima e estrema fioritura, grazie alla diffusione della musica da salotto, eseguita durante le raffinate serate di conversazione che avvenivano nei salotti di facoltose e colte padrone di casa nobili. Il cd, di impaginazione estremamente curata e ricercata come è la regola nelle produzioni della Opera Rara, propone un florilegio di cantate (alcune delle quali estremamente elaborate) in cui trovano spazio vere e proprie chicche, come La gloria al massimo degli eroi di Ferdinando Paër, scritta probabilmente nel 1810 per le nozze di Napoleone e Maria Luisa d’Austria, che prevede un accompagnamento d’arpa al posto del solito pianoforte.

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Il cielo in una camera

Quando si pensa alla musica vocale con accompagnamento di pianoforte la prima cosa che viene in mente è lo sterminato, quanto affascinante, repertorio dei lieder tedeschi, che da Carl Loewe a Hugo Wolf (passando, ovviamente, per Franz Schubert e Robert Schumann) offrono all’appassionato e all’artista un oceano di musica splendida da cui attingere per la programmazione concertistica e/o l’ascolto casalingo. Tuttavia anche il XIX secolo italiano ha visto la diffusione delle melodie pensate per l’esecuzione privata con voce e pianoforte, anche se un paragone con il mondo dei lieder sarebbe ingeneroso, soprattutto per quel che riguarda la quantità: per quanto concerne la qualità di tali composizioni, sia detto senza piaggeria né inutili campanilismi, ci sono invece moltissime ballate e romanze che non hanno nulla da invidiare ai più celebrati lieder di Schubert (compositore che, per inciso, adoro) e che non sarebbe male poter riascoltare più spesso nelle sale da concerto. Dei quattro operisti italiani che hanno segnato il XIX secolo quello che ha ottenuto maggior fortuna, anche discografica, nel suo repertorio vocale da camera è stato senza dubbio Gioachino Rossini, beneficiario anche della vera e propria ubriacatura specialistica che invase il mondo della musica tra gli anni ’80 e ’90 e che portò grandissimi artisti (tra cui Marilyn Horne e Rockwell Blake) a incidere splendidi album per voce e pianoforte interamente dedicati alle composizioni del Cigno di Pesaro. I dischi che voglio segnalare oggi, in ogni caso, sono invece due registrazioni recenti, impaginate con estrema eleganza e perizia da una raffinata artista contemporanea e da una casa discografica che della filologia e della cura esecutiva ha fatto la sua bandiera, ovvero Anna Bonitatibus e Opera Rara.

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