Articoli con tag Letteratura

Massimilla Doni di Honoré de Balzac

E a proposito del Mosè in Egitto (di cui ho già parlato qui e qui) non giunge inopportuna la segnalazione di un celebre racconto breve di Honoré de Balzac, in cui il grande autore francese compie (nel III Capitolo) un’appassionata esegesi di questo celebre capolavoro. Massimilla Doni, oltre a essere una lettura decisamente piacevole (non a caso inserita dalla Sellerio nella sua collana Il divano) e oltre a porsi come un’appassionante storia d’amore contiene infatti anche una descrizione mirabile del mondo teatrale italiano dei primi 20 anni dell’800 visto dagli occhi dell’autore francese. La storia d’amore è quella tra la Massimilla Doni del titolo, sublime figura femminile dedita alle arti, e il principe di Varese Emilio Memmi, bellissimo ma squattrinato. Steso al ritorno dal suo viaggio in Italia del 1837 (ed edito nel 1839), il racconto è un grande atto d’amore alla città di Venezia e al mondo dell’opera italiana, immaginando una rappresentazione del Mosè in Egitto alla Fenice avvenuta nel 1820: al di là di occasionali imprecisioni (come i riferimenti alla rossiniana Semiramide, non ancora composta nell’anno in cui si ambienta la vicenda, o qualche errore nell’indicare le tonalità dei vari numeri del Mosè in Egitto) il racconto riesce a far comprendere al lettore odierno lo spirito con cui l’opera italiana veniva accolta dal pubblico dell’epoca, sottolineando isterie e fanatismi dei divi (il soprano Clara Tinti – evidente omaggio di Balzac alla divina Laure Cinti Damoreau – e il tenore Genovese, oltre al basso Giovanni Orazio Cartagenova, l’unico realmente esistito nell’immaginaria compagnia veneziana che allestisce il capolavoro rossiniano nella trama di Balzac) e descrivendo con delicatezza l’atmosfera decadente della Venezia ottocentesca che fa da sfondo all’amore di Massimilla ed Emilio. Quest’ultimo, sospeso tra l’estasi spirituale che lo lega a Massimilla (moglie del duca di Caetano) e l’attrazione carnale nei confronti della primadonna Clara Tinti (protegèe del duca stesso), pone questo dissidio tra spirito e materia al centro della propria vicenda sentimentale; il preciso e dettagliato commento del Mosè in Egitto (che Balzac stese con l’ausilio tecnico di Georg Jacob Strunz, cui è peraltro rivolto un pubblico ringraziamento d’apertura) costituisce per molti aspetti il culmine della narrazione amorosa.

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Risorgimento – 0: Filosofia della Musica di Giuseppe Mazzini

L’idea di dedicare un ciclo di articoli alla musica del Risorgimento mi frullava nella testa già da un po’, soprattutto dopo aver notato la vera e propria scorpacciata verdiana che i teatri hanno programmato nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’omaggio di Non solo Belcanto alla musica che ha contribuito ad unire il nostro paese vorrebbe, tuttavia, essere particolare, non tanto per distinguersi nel mare magnum del web ma soprattutto perché (ferme restando l’importanza e il ruolo del Cigno di Busseto che non intendo minimamente mettere in discussione) l’obiettivo è quello di sollevare un po’ di interesse anche sugli altri autori che, volenti o nolenti, si sono trovati coinvolti negli eventi storici e nelle vicissitudini in cui si è formato il nostro paese nel XIX secolo. Il ciclo Risorgimento è nato da questa ambizione e si propone, nei limiti forniti da un blog che non ha nessuna pretesa di verità assoluta, di stimolare la curiosità nei confronti di quattro opere oggi in gran parte dimenticate, ma che in realtà ebbero una grande importanza negli anni ’30 e ’40 dell’800: quattro posts dedicati a quattro opere (ognuna collegata a un evento storico), dunque, che saranno pubblicati fino ai primi di agosto e un post “zero” (il presente) con funzione di Introduzione, oltre a qualche segnalazione e proposta di ascolto, formano l’omaggio di questo neonato blog alle celebrazioni per i “primi” 150 anni dell’Italia unita, con l’augurio che quanti ne bramano la divisione non conoscendone la storia, il patrimonio culturale e la ricchezza artistica (e sono molti, anche in Parlamento) possano allegramente andare a quel paese. Poi si potrà discutere sull’opportunità di un’unificazione così come è stata condotta (di fatto celebriamo in questo 2011 i 150 anni del Regno d’Italia, più che dell’Unità), possiamo discutere sulle storie dei briganti e sulla (mala) gestione del problema del Mezzogiorno, palesatasi fin dai primi anni del Regno… si tratta di fatti veri, storici e documentati che non intendo negare in nome di ciechi nazionalismi. Ma la Storia, quella con la S maiuscola, passa anche (perdonatemi la presunzione) dalla conoscenza della Storia delle Arti e, di conseguenza, della Storia del Melodramma: spero quindi che questo ciclo di post possa risultare di qualche interesse.

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