Articoli con tag prassi esecutiva

La Colbran della DiDonato

Che Joyce DiDonato sia una delle più autorevoli e importanti interpreti rossiniane dei nostri tempi è fuor di dubbio e, proprio per questo, l’uscita del suo recital Colbran, the Muse è stata accolta, due anni fa, con grande curiosità ed interesse da parte dell’intero mondo melomane. Dedicare un intero programma ad un’artista mitica nella storia del melodramma del XIX secolo è stato, da parte dell’energica e talentuosa cantante americana, un gesto di ammirevole coraggio, anche se, dopo l’ascolto, la reazione che ho avuto non è stata quell’entusiasmo che mi sarei aspettato di ritrovare dopo la sua strepitosa Adina pesarese del 2003 e dopo la splendida Cenerentola targata Naxos. Non che la DiDonato canti male, ci mancherebbe, ma l’impostazione monografica del recital appare curiosamente altalenante tra brani maggiormente riusciti e altri (in particolare le due grandi scene tratte dall’Armida) decisamente meno convincenti anche se, ahimé, ambiziosamente scelti per aprire e chiudere l’impegnativo programma del disco. Questa la tracklist:

  • Armida – D’amore al dolce impero
  • La donna del lago – O mattutini albori / Tanti affetti
  • Maometto II – Giusto ciel, in tal periglio
  • Elisabetta, regina d’Inghilterra – Quant’è grato all’alma mia
  • Semiramide – Bel raggio lusinghier
  • Otello – Ah! Dagli affanni… Assisa a pié d’un salice
  • Armida – Se al mio crudel tormento… È ver… gode quest’anima!

Joyce DiDonato, mezzosoprano
con Lawrence Brownlee
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Roma
Edoardo Müller
1 CD Virgin – 72’05”

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Dive e Maestri di Philip Gossett

Un libro fondamentale (almeno per ogni appassionato d’opera legato al mondo del repertorio italiano del XIX secolo) scritto da uno dei più autorevoli studiosi di questo repertorio. In un’appassionante cavalcata tra gustosi dietro le quinte e ritrovamenti avventurosi questo volume si pone a metà tra l’autobiografia del Gossett studioso e l’emozionante racconto di un’epoca (gli ultimi quarant’anni) in cui, prima con una certa timidezza e poi con sempre maggior convinzione, il repertorio ottocentesco italiano non solo è sempre più stabilmente entrato nei repertori correnti dei teatri di tutto il mondo (almeno per quel che riguarda il Rossini serio e certo Donizetti) ma si è anche affermato in una nuova mentalità esecutiva rigorosa e filologica (sopratutto nel caso di un autore già assai diffuso come Verdi). Gossett affronta nel poderoso volume edito da Il Saggiatore un viaggio all’interno della prassi esecutiva odierna, non risparmiando critiche e perplessità a molte esecuzioni e svelando molti gustosi retroscena che, da soli, valgono la lettura del volume in questione (uno per tutti: la cronaca del micidiale tonfo pesarese di Montserrat Caballé nell’Ermione del 1987). Non si tratta, però solo di un libro di prassi filologica: ogni aspetto riguardande l’esecuzione di un’opera italiana dell’Ottocento, a partire dalle questioni storiche per proseguire con quelle puramente vocali e musicali terminando con un’interessante riflessione sugli aspetti legati al mondo dei registi e della messa in scena, viene trattata con grande senso pratico, cercando di coinvolgere nella lettura tanto l’addetto ai lavori quanto il semplice appassionato, spesso ignaro delle numerose dinamiche che si pongono dietro ogni produzione lirica e, soprattutto, dietro la gestione di quell’oggetto (per molti ancora misterioso) che sono le edizioni critiche.

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