Articoli con tag Sony

Renata Scotto sings Verdi

Scotto sings Verdi SONYIn mezzo alla vera e propria valanga di dischi sostanzialmente inutili (per fortuna che la crisi ha limitato le pubblicazioni, altrimenti saremmo sommersi) che però, almeno nelle intenzioni, dovrebbero risultare degli omaggi a Verdi e Wagner, vorrei segnalare la ristampa di un vecchio e bellissimo recital di Renata Scotto che, nel 1974, registrò per la Cbs un bellissimo florilegio di pagine verdiane recentemente ristampato a prezzo contenuto dalla Sony Classical. La Scotto che si ascolta in questo disco è una Scotto colta in piena fase di passaggio dal repertorio lirico leggero a quello più drammatico e pesante che ne caratterizzerà l’ultima fase della carriera, una Scotto, quindi, che unisce la sostanziale integrità della voce non ancora solcata dagli stridori che si faranno sempre più frequenti a una perizia d’interprete già molto affinata. Alcune delle arie registrate appartengono a ruoli molto amati dal soprano, come è il caso di Giselda dei Lombardi alla prima crociata, la cui grande scena del II Atto è posta in chiusura del disco con una realizzazione maiuscola e trascinante (la splendida frase “pregare mi valga / ascendere a te” riceve un rilievo spettacolare). Nabucco sarebbe stato registrato integralmente dalla Scotto qualche anno dopo con Muti, ma la grande apertura del II Atto qui eseguita viene affrontata con un piglio e una fantasia che meritano certamente di essere conosciute, anche prescindendo dall’insolente puntatura acuta con cui l’artista chiude la cabaletta in questa occasione (e che Muti, ovviamente, vieterà nel cd Emi).

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Montserrat Caballé: Rossini, Donizetti, Verdi Rarities

Non sono un fan sfegatato di Montserrat Caballé. So che qualcuno non mi perdonerà questa amara confessione ma, ahimé, molto spesso la favolosa “Superba” mi causa rabbia più che ammirazione. Rabbia perché una voce strepitosa e un talento da vocalista con pochi rivali venne sacrificato più del dovuto a una preparazione sciatta e a un pressappochismo musicale veramente irritante. Proprio per contrastare questa opinione (che riconosco essere un po’ ingiusta) mi sento di segnalare uno dei miei dischi preferiti registrati dalla Caballé, un album dove l’artista è veramente superba e spiega tutte le possibilità di una voce che sembra quasi onnipotente: sto parlando del recentemente ristampato doppio cd che raduna i tre lp di rarità dedicati dalla catalana, tra il 1967 e il 1969, a pagine di raro ascolto (per l’epoca) di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi. In questi recital (realizzati dopo il trionfo ottenuto nella donizettiana Lucrezia Borgia alla Carnegie Hall, con relativa incisione discografica per la Rca) c’è la misura della grandezza immensa di Montserrat Caballé, colta non solo in forma strepitosa, ma anche al di qua della fame onnivora di repertorio che la porterà a esplorare opere non sempre adatte alla sua personalità. Dimenticare gli eccessi delle infelici Gioconde e Medee degli anni ’70: nulla di tutto questo è presente nel doppio cd in questione, in cui la Caballé unisce a una forma vocale strepitosa anche una coscienza d’interprete e d’artista in grado di sopportare ben pochi confronti. L’esecuzione integrale di ampi stralci da opere dei tre autori sopracitati (manca solamente il da capo della cabaletta di Alzira) si giova infatti della strepitosa qualità timbrica dell’artista, innervata da un fraseggio e da una personalità di primo ordine, nel consegnare al disco tre tra i più entusiasmanti recital della storia della vocalità.

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Il cielo in una camera

Quando si pensa alla musica vocale con accompagnamento di pianoforte la prima cosa che viene in mente è lo sterminato, quanto affascinante, repertorio dei lieder tedeschi, che da Carl Loewe a Hugo Wolf (passando, ovviamente, per Franz Schubert e Robert Schumann) offrono all’appassionato e all’artista un oceano di musica splendida da cui attingere per la programmazione concertistica e/o l’ascolto casalingo. Tuttavia anche il XIX secolo italiano ha visto la diffusione delle melodie pensate per l’esecuzione privata con voce e pianoforte, anche se un paragone con il mondo dei lieder sarebbe ingeneroso, soprattutto per quel che riguarda la quantità: per quanto concerne la qualità di tali composizioni, sia detto senza piaggeria né inutili campanilismi, ci sono invece moltissime ballate e romanze che non hanno nulla da invidiare ai più celebrati lieder di Schubert (compositore che, per inciso, adoro) e che non sarebbe male poter riascoltare più spesso nelle sale da concerto. Dei quattro operisti italiani che hanno segnato il XIX secolo quello che ha ottenuto maggior fortuna, anche discografica, nel suo repertorio vocale da camera è stato senza dubbio Gioachino Rossini, beneficiario anche della vera e propria ubriacatura specialistica che invase il mondo della musica tra gli anni ’80 e ’90 e che portò grandissimi artisti (tra cui Marilyn Horne e Rockwell Blake) a incidere splendidi album per voce e pianoforte interamente dedicati alle composizioni del Cigno di Pesaro. I dischi che voglio segnalare oggi, in ogni caso, sono invece due registrazioni recenti, impaginate con estrema eleganza e perizia da una raffinata artista contemporanea e da una casa discografica che della filologia e della cura esecutiva ha fatto la sua bandiera, ovvero Anna Bonitatibus e Opera Rara.

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