Articoli con tag TuttoVerdi

TuttoVerdi – Alzira

AlziraDVD_FrontCoverPiù un’opera è brutta maggiore dovrebbe essere la cura impiegata dagli artisti chiamati a interpretarla, cercando di nasconderne le magagne compositive per evidenziare, invece, quanto di buono riesce a contenere anche il lavoro più negletto. E negletta Alzira lo è davvero, anche prescindendo dal giudizio d’autore, che la definì “proprio brutta”: il soggetto (su libretto di Salvadore Cammarano derivato da Voltaire) non ispirò a Verdi la sua musica migliore, facendone sortire un’opera brevissima, non troppo interessante, nonostante le possibilità  vocali offerte dai tre ruoli protagonisti. Eppure nessuno degli artisti che ha interpretato l’opera lasciandone testimonianza sonora ha saputo rivelarne eventuali bellezze nascoste, in una discografia singolarmente povera. Non cambia le cose il nono volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor, realizzato non a Parma ma a Dobbiaco nel settembre 2012: innanzitutto riprendere in dvd un’esecuzione in forma di concerto rende un pessimo servizio a un’opera debole di suo, facendo comprendere con chiarezza come la registrazione sia stata effettuata solo come un “tappabuchi”, originato dalla mancata produzione di uno spettacolo realizzato nelle terre natali del compositore per completare l’integrale verdiana in dvd ormai prevista e annunciata. L’esecuzione musicale, poi, è onesta e professionale, ma non indimenticabile: né Virginia ZeaniCristina Deutekom, storiche Alzire teatrali, si sono “portate a casa” il ruolo, né tantomeno ci sono riuscite Ileana CotrubasMarina Merscheriakova nelle due incisioni in studio dell’opera; Junko Saito, la protagonista del dvd CMajor, è graziosa e non priva di interesse, ma non sarà nemmeno lei a svelare il mistero di questa esotica e affascinante creatura americana, anche prescindendo da una coloratura tutt’altro che impeccabile. Il resto del cast non migliora le cose, mantenendosi in un alveo di anonima professionalità in cui non fatica a spiccare l’impeto di un disordinato, ma coinvolgente, Ferdinand Von Bothmer (Zamoro). Restano la partecipe direzione di Gustav Kuhn e la prova davvero ottima dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, ma è un po’ poco per permettere alla figlia d’America di iniziare un suo cammino sull’onda del bicentenario verdiano.

(10 – continua)

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TuttoVerdi – Attila

AttilaDVD_FrontCoverLa videografia di Attila è abbastanza ricca, ragion per cui questo ottavo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor rischia di essere come un vaso di coccio affiancato a ben più solidi vasi di ferro mentre sta esposto nelle vetrine dei negozi di dischi. Non che si ascolti niente di particolarmente brutto in questo dvd (anche se non si ascolta di certo niente di particolarmente bello): piuttosto il clima è quello di una certa mediocritas non sempre aurea in cui spicca solo qualche slancio di fraseggio dell’Odabella di Susanna Branchini e il bellissimo timbro del Foresto di Roberto De Biasio. Più deboli, soprattutto a livello di interpretazione, tanto l’Attila di Giovanni Battista Parodi che l’Ezio di Sebastian Catana. La direzione di Andrea Battistoni sceglie la via di una corsa a perdifiato che sarà anche suggestiva e creerà forse un po’ di tensione drammatica (personalmente non condivido, ma ci può essere chi gradisce) ma limita di molto le possibilità espressive di un’opera cupa e decadente, le cui ambiguità sono pochissimo esplorate in questa lettura. Resta lo spettacolo di Pierfrancesco Maestrini, che sceglie di impostare la narrazione occhieggiando in maniera piuttosto evidente al mondo del fantasy, dei fumetti / graphic novel e dei videogiochi. Molti lo hanno criticato ma, sarà perché in fondo sono un nerd (e me ne vanto), personalmente l’ho trovato gradevole e divertente nell’uso di proiezioni come scenografie virtuali e nel trucco che strizza l’occhio a film di successo come Avatar, da cui sembra uscito proprio Attila. Il minuscolo spazio del Teatro Verdi di Busseto appare utilizzato in maniera notevole mentre incomprensibile (e, alla lunga, irritante) appare la scelta di far fare delle mini corse in quinta ai personaggi durante il tempo di mezzo delle cabalette per poi farli riapparire al proscenio. Un video discretamente divertente, insomma, ma certamente non un Attila di riferimento.

(9 – continua)

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TuttoVerdi – Giovanna d’Arco

Giovanna-d´ArcoDVD_FrontCoverDVDRicordo abbastanza bene le recite della Giovanna d’Arco allestita al Festival Verdi di Parma del 2008, contenuta nel settimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor. Non fu una produzione facile, soprattutto per le contestazioni che, alla prima, colpirono la protagonista Svetla Vassileva, mentre alcune delle repliche videro l’assenza del baritono Renato Bruson, sostituito comunque in maniera più che onorevole da David Cecconi. Molti appassionati parmigiani ricordano ancora con orrore (o quasi) la performance della bella Svetla: non so che dire, mi limito a registrare l’informazione ma non condivido affatto. Innanzitutto prestazioni ben peggiori si sono udite a Parma (una è anche contenuta in questo dvd ed è quella dello scialbo tenore Ewan Bowers, che non è un grande attore ma neanche un grande cantante… ma davvero non c’era di meglio per Carlo VII?) e sono passate senza segni visibili di riprovazione, inoltre la Giovanna della Vassileva non mi sembra affatto un disastro. È vocalmente inadatta, ovviamente, perché un buon soprano lirico (per quanto educato) non può risolvere le difficoltà di una parte così lunga e strana, ricca di slanci drammatici e di coloratura, se non a prezzo di forzature varie. Eppure, fermo restando che a mio parere non si ascolta nulla di veramente riprovevole, lo slancio e la cura nella costruzione di un personaggio esaltato e fragilissimo (trattandosi di un video aiuta molto anche la bellezza della figura e la proprietà del gioco scenico) compensano molti dei limiti vocali nella creazione di una Giovanna dolcissima e mistica, molto originale nella sua insicurezza di fondo, espressa anche da un viso di attrice molto mobile. Certo, le grandi cabalette verdiane necessiterebbero di ben altra “polpa” vocale e di una robustezza vocale che la bella Svetla, con la sua delicata voce lirica, non ha, ma il lavoro sul personaggio è ammirevole e, per mio conto, ricco di grande comunicativa. Accanto a lei spicca Renato Bruson, ancora grandissimo interprete e con molte frecce al proprio arco vocale, oltre alla splendida direzione del compianto Bruno Bartoletti.

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TuttoVerdi – I due Foscari

I-due-foscariDVD_FrontCoverRoutine. Il sesto volume del ciclo TuttoVerdi, pubblicato in dvd dalla CMajor è un prodotto di sostanziale routine, il che, considerando la debolezza di un’opera come I due Foscari, non aiuta affatto la fama e la diffusione dell’opera in questione. La direzione di Donato Renzetti, a onor del vero, appare sicura e imposta la narrazione della vicenda in maniera fluida e incisiva, non mancando di sostenere il canto, soprattutto nel caso di tenore e soprano, ovvero gli interpreti che più sembrano averne bisogno. Roberto De Biasio avrebbe una delle più belle voci tenorili di sempre, peccato per una tecnica non così sicura come si vorrebbe e come sarebbe necessario, che lo porta a una performance accettabile ma non priva di problemi (soprattutto nel passaggio all’acuto). Una prova di routine, appunto. Tatiana Serjan ha una voce disomogenea, ma un bell’impeto di interprete e di fraseggiatrice e si permette anche qualche variazione nella cabaletta d’entrata: non la definirò un modello di tecnica, soprattutto per colpa di un’emissione parecchio avventurosa, ma non è mai noiosa, pur con svariati problemi esecutivi cui prontamente rimedia la direzione di Renzetti. Ho assistito a questo spettacolo dal vivo, nell’ambito del Festival Verdi di Parma 2009, e vidi Claudio Sgura, che non fu male, ma lo spettacolo era nato attorno a Leo Nucci (nella stessa stagione interprete anche di Nabucco). Ovviamente, è Nucci ad essere al centro del dvd, nel bene di una consuetudine verdiana salda e sicura, ma nel male di un personaggio che non mi è mai sembrato tra i migliori del celebre baritono, il quale firma una prova di routine. Routine di lusso, d’accordo (e comunque migliore del deludente live napoletano del 2001, in cui Nucci mi era sembrato più fuori parte), ma pur sempre routine. Bruttino, infine, lo spettacolo di Joseph Franconi Lee, sostanzialmente innocuo e privo di particolari spunti, a meno di non considerare tali le esilaranti vestaglie di tulle trasparente del Consiglio dei Dieci. Rispetto alla Giovanna D’Arco del 2008 (che, pur con tanti difetti, era stata ben più stimolante) questi Foscari mi parvero dal vivo un passo indietro per il Festival Verdi, impressione confermata dalla visione del dvd in questione.

(7 – continua)

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TuttoVerdi – Ernani

ErnaniDVD_FrontCoverIl quinto volume del ciclo TuttoVerdi, pubblicato in dvd dalla CMajor è la prima spia dei problemi e delle difficoltà incontrate dalla realizzazione della serie che, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuta essere abbastanza diversa da come è in realtà. Ignoro se la decisione di includere nella serie questa edizione, che è stata realizzata a Parma nel 2005 ma era già stata edita in dvd dalla Dynamic, fosse presa fin dall’inizio o se si pensasse a una nuova edizione dell’Ernani da allestire e da firmare, ma fatto sta che la realizzazione Dynamic è stata inserita all’interno del corpus di realizzazioni parmigiane che forma lo zoccolo duro del repertorio del ciclo di TuttoVerdi. Si tratta di un Ernani abbastanza gradevole, ma non di un grande Ernani. Antonello Allemandi, tanto per cominciare, pratica il taglio di alcuni da capo, una scelta senz’altro legittima in una stagione lirica ma che trovo discutibile all’interno di un Festival. Giuseppe Verdi è uno degli autori più allestiti e rappresentati al mondo: dedicargli un Festival significa soprattutto cercare nuove sperimentazioni e nuove letture ma, in particolare, dovrebbe significare un rispetto dell’integrità testuale tale da distinguersi da una qualsiasi ripresa di repertorio. Vero è che c’è da dubitare che il cast avrebbe retto una simile sfida: Marco Berti non canta male, anche se non è un modello di esecuzione (soprattutto per quanto riguarda il passaggio), ma il senso del fraseggio malinconico e maledetto di questo eroe romantico non viene affatto reso. Susan Neves fu un’ottima Abigaille a Genova nel 2004 e a Parma nel 2003 e non capisco come possa essere la stessa cantante di questa Elvira scialba, dura nell’emissione e poco interessante nell’interpretazione. Carlo Guelfi è nasale e secco nei panni di Don Carlo mentre Giacomo Prestia è un Silva duro e colto in serata decisamente “no”. La lettura di Allemandi, poi, non aiuta granché la compagnia, mostrandosi un po’ troppo incline a un clima infuocato che il cast non riesce a reggere e che men che meno è retto dal noioso e statico spettacolo di Pier’Alli, che a teatro ricordo allestito con interminabili ed eterni cambi scena (fortunatamente assenti nel dvd) il cui deleterio effetto sulla tensione narrativa non era nemmeno compensato dai consueti movimenti ritmici imposti a coro e mimi, talmente gelidi e manierati da fornire un curioso contrasto con l’espressività vitale e intensa di un’opera che tutto è fuorché noiosa.

(6 – continua)

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TuttoVerdi – I lombardi alla prima crociata

I-LombardiDVD_FrontCoverIl quarto volume di TuttoVerdi della CMajor prosegue nel buon livello complessivo sul quale si era attestato anche il Nabucco. L’edizione proposta nel dvd venne registrata al Teatro Regio di Parma nel gennaio 2010, anche se lo spettacolo di Lamberto Puggelli risale, in realtà, al 2003: io vidi dal vivo entrambe le serie di recite e ricordo lo spettacolo come uno dei più intelligenti, pur nella sua semplicità, che si potessero immaginare per un’opera affascinante ma complessa come I lombardi alla prima crociata. Rispetto al debutto, la ripresa del 2010 vide scomparire (per fortuna di pubblico e cantanti, oltre che degli operatori di ripresa) l’irritante siparietto trasparente che accompagnava la quasi totalità dell’azione. Inalterato, per il resto, il fascino di uno spettacolo semplice ma, al tempo stesso, monumentale, in cui domina l’intera scena l’elemento di un enorme muro di sfondo, su cui si intervallano proiezioni di guerre antiche e moderne, di scenografie esotiche e quadri (tra cui Guernica di Picasso). Particolarmente emozionante il finale, quando il muro si apre e appare, luminosissima e splendente, l’immagine di Gerusalemme come un gioiello incastonato tra le colline, mentre le vittime della guerra si alzano e si abbracciano. L’esecuzione musicale, integrale, può contare sulla bella e vigorosa direzione di Daniele Callegari e sull’eccellente Pagano di Michele Pertusi. Sempre bella la voce di Francesco Meli, dal canto in questa occasione abbastanza controllato nei panni di Oronte, e non male nemmeno Dimitra Theodossiou, che in Giselda ha sempre trovato uno dei suoi personaggi migliori. La voce, a onor del vero, ha perso la freschezza delle recite fiorentine del 2005 e molti (troppi) pianissimi sono sempre al limite della rottura, perché lanciati privi di appoggio nel tentativo di emulare la Caballé (bruttina, in particolare, la preghiera del I Atto). La parte di Giselda, tuttavia, è affrontata con slancio coinvolgente, cantata senza sconti e, alla fine, condotta in porto più che onorevolmente. Ben scelti, infine, i numerosissimi ruoli minori. Un dvd da conoscere.

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TuttoVerdi – Nabucco

NabuccoDVD_FrontCover1Con il terzo volume del progetto TuttoVerdi della CMajor, finalmente, si assiste a un dvd che è in grado di dire qualcosa di nuovo e di interessante su un’opera popolare e plurifrequentata come il NabuccoMichele Mariotti diresse il Nabucco nell’ambito del Festival Verdi 2008 a Reggio Emilia, in un’interpretazione che trovai molto curata dal punto di vista strumentale, ma poco incisiva da quello drammatico, come se il giovane direttore avesse impostato la sua lettura in una concezione “a numeri” che, nel valorizzare in maniera inedita e spesso entusiasmante molti particolari, perdeva un po’ in tensione drammatica. Quando l’allestimento di Daniele Abbado venne ripreso l’anno successivo per il Festival Verdi 2009, ma stavolta al Teatro Regio di Parma, andai quindi a teatro con alcune perplessità, sia per quanto ascoltato l’anno prima sia circa la necessità di una ripresa a così breve distanza: trovai invece la lettura di Mariotti ugualmente persuasiva dal punto di vista strumentale ma enormemente maturata da quello drammatico, riuscendo il direttore pesarese a serrare la narrazione in un arco emozionante e coeso. La stessa emozione di quella recita la ritrovo in questo dvd, che vede proprio nella direzione di Mariotti il suo punto di forza. Nel cast spicca soprattutto la prova di Leo Nucci, dalla voce invecchiata ma interprete ancora di forte carisma (alla prima ricordo che pesò la fatica dell’alternanza con I due Foscari che erano previsti a giorni quasi alterni, ovviamente nel dvd hanno scelto le serate migliori per la pubblicazione), mentre Dimitra Theodossiou non evita numerose forzature, pur cantando la parte integralmente e senza cedimenti vistosi. Abbastanza buono lo Zaccaria di Riccardo Zanellato, anche se non sempre così autorevole come la parte richiederebbe (ma l’orchestra soccorre moltissimo) e bene anche la coppia degli amorosi. La regia di Daniele Abbado non disturba ma nemmeno si segnala per particolari meriti: alcune inquadrature sono molto suggestive (con l’enorme muro della scena a consentire bei tableaux vivants) ma la scelta di non distinguere ebrei e babilonesi tra il coro conduce a qualche momento di confusione visiva. Alto il livello tecnico delle riprese video di Tiziano Mancini e della realizzazione, che si segnala soprattutto (lo ribadisco) per la maiuscola prova direttoriale di Mariotti. Evitabile (dal mio umilissimo punto di vista) la pubblicazione del siparietto  durante gli applausi finali con il pubblico che urla “Viva Verdi” e Nucci che accosta la mano all’orecchio…

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TuttoVerdi – Un giorno di regno

Un-GiornoDVD_FrontCoverSecondo volume del progetto TuttoVerdi della CMajor è il dvd del bistrattato Un giorno di regno, lavoro celebre per il fiasco del suo debutto, fiasco che, per lungo tempo, condizionò pubblico e critica nel giudicare l’opera in questione francamente brutta e deludente. In realtà Un giorno di regno ha dimostrato di essere un lavoro comico non privo di bei spunti e decisamente godibile, a patto però di radunare un cast di artisti motivati ed entusiasti, in grado di mascherare per quanto possibile le debolezze della composizione. Un giorno di Regno, difatti, non è un’opera brutta ma, certamente, è un’opera debole ed ha, quindi, bisogno dell’intervento degli interpreti. Pier Luigi Pizzi lo sapeva e, nel 1997, creò a Parma uno spettacolo bellissimo, tra i suoi migliori, che spostava l’ambientazione della vicenda dalla Polonia del libretto di Felice Romani alla stessa Parma, configurando scenografie e narrazione come un felicissimo omaggio alla città ducale e alle sue atmosfere particolarissime e nebbiose. Dopo quindici anni lo spettacolo non ha perso nulla del suo fascino originario ed è il punto di forza del dvd in questione, visto che le belle riprese di Tiziano Mancini riescono a valorizzarlo con grande eleganza. Bella e frizzante anche la direzione di Donato Renzetti, che non ricerca inutili anticipazioni del Verdi che verrà ma racconta la vicenda con scioltezza e souplesse. Il problema, inutile nasconderlo, è nel cast, un problema acuito dalla pubblicazione, a cura della Hardy Classic, della ben altrimenti riuscita videoregistrazione del 1997 (sia pur con un livello tecnico inferiore) che si pone come ineludibile termine di paragone. Di fatto la sola Anna Caterina Antonacci, replicando la sua riuscitissima Marchesa del Poggio, si pone su vertici di eccellenza, anche se la voce si è fatta decisamente meno fluida e più dura rispetto al debutto. Molto bravo è pure Paolo Bordogna, ma la parte del Signor La Rocca è molto limitata nell’economia dell’opera. Gli altri sono tutti attori convincenti e di piacevole figura, ma non hanno quella fantasia di fraseggio che pure sarebbe necessaria in questa commedia degli equivoci: Alessandra Marianelli, a onor del vero, cerca di interpretare con brio, ma l’esecuzione vocale è piuttosto dura, mentre il protagonista, Guido Loconsolo, canta in maniera discutibile (la sua cavatina d’entrata scoppietta decisamente poco) e l’emissione piuttosto pesante gli preclude anche il necessario lavoro sulla parola.

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TuttoVerdi – Oberto, Conte di San Bonifacio

ObertoDVD_FrontCover1Primo volume del monumentale progetto TuttoVerdi della CMajor, il dvd in questione riproduce la registrazione delle recite di Oberto, Conte di San Bonifacio andate in scena nell’ottobre 2007 al Teatro Verdi di Busseto, nell’ambito del Festival Verdi 2007 organizzato dal Teatro Regio di Parma. Lo spettacolo di Pier’Alli venne presentato come nuovo allestimento, usando il termine nella sua accezione più pratica, dato che di fatto venne “nuovamente allestito” uno spettacolo la cui idea, però, era già vecchia, essendo nato al Teatro Lauro Rossi di Macerata nell’estate del 1999. Lo spettacolo è comunque gradevole (meno gradevole che al Lauro Rossi, però) e nonostante le dimensioni lillipuziane del palcoscenico bussetano si lascia guardare con un certo interesse: non dirò che questa sorta di riflessione scenica sul concetto di gesto ottocentesco, che fa immobilizzare gli artisti in pose da tableau vivant del XIX secolo, sia la scelta migliore per rivelare le potenzialità di un’opera che si gioverebbe meglio di una condotta drammaturgica più bruciante, ma le immagini non sono prive di una loro sobria eleganza. L’esecuzione musicale è sostanzialmente corretta, ma le debolezze di un’opera prima (quale è senza dubbio Oberto) necessiterebbero di personalità vocali ed espressive più decise: ricordo che dal vivo la trionfatrice della serata fu Mariana Pentcheva, una Cuniza di discreto spicco che si riconferma tale anche nel dvd, mentre più debole mi sembrò il protagonista Giovanni Battista Parodi, soprattutto per colpa di un’emissione piuttosto dura, che si riconferma alla visione del dvd. Fabio Sartori, interprete dell’opera anche a Macerata nel 1999 e in questi giorni alla Scala, è uno specialista della parte di Riccardo e ne esce abbastanza bene, sia pur con alcune durezze in acuto, mentre Francesca Sassu è una Leonora dimessa e poco adatta alla parte: l’artista è interessante e la voce notevole, ma dal vivo la stanchezza si sentiva crescere scena per scena (la grande espansione “Ah, Riccardo se a misera amante”, inoltre, avrebbe bisogno di ben altra forza per risultare trascinante e commovente come il momento scenico prevede) e anche nel dvd il grande finale non emerge come dovrebbe. La direzione di Antonello Allemandi è abbastanza serrata e vivace ed esegue l’opera integralmente. Le riprese video di Tiziano Mancini, così come in tutti gli altri volumi della serie, sono professionali e di ottimo livello: nel caso in questione organizzano la narrazione in maniera fluida e scorrevole, rispettando la drammaturgia e la logica dell’allestimento, che non esce sacrificato dal filtro del video. Al termine della visione, tuttavia, resta l’impressione che Oberto ancora attenda una realizzazione video in grado di porsi come elemento di eccellenza.

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TuttoVerdi – Premessa

VERDI-Tutto-The-Complete-Operas-C-Major-Limited-EditionLe celebrazioni passano e lasciano dietro di sé i documenti e le testimonianze, che in fondo costituiscono uno degli aspetti più interessanti della storia dell’interpretazione per il loro essere una fonte storica di primissima mano. Nel caso del bicentenario verdiano destava curiosità e interesse la coraggiosa scelta del Teatro Regio di Parma (durante la passata direzione artistica di Mauro Meli) di impegnarsi nella scommessa di consegnare al video (dvd e blu-ray) l’intero catalogo operistico verdiano, in partneship tecnica con la casa discografica CMajor, che ha curato la pubblicazione delle varie registrazioni. L’ambizioso progetto TuttoVerdi ha tuttavia incontrato notevoli difficoltà durante gli allestimenti e durante le edizioni della Stagione Lirica parmense e del Festival Verdi, tanto che in molti davano per scontato che lo si fosse tranquillamente archiviato. E invece no: un maestoso cofanetto video è apparso nei negozi lo scorso dicembre e i singoli cofanetti in dvd stanno uscendo (gli ultimi sono stati Rigoletto e Trovatore) nei negozi di dischi. La pomposa scritta che campeggia su ogni dvd afferma che “Questo è come dovrebbe essere eseguito Verdi”, ma sarei abbastanza restio ad applicarla a tutti volumi della serie, tanto più se nella pagina di presentazione del progetto si perpetua nella tradizione di una Parma così critica che i portieri degli alberghi si rifiutano di portare le valige dei tenori fischiati: insomma, Barilli ha scritto il suo Paese del melodramma parecchi anni fa e le cose potrebbero essere cambiate nel frattempo.

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