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Ancora sul Maometto di Winter

Poco più di un anno fa pubblicavo un post dedicato all’interessante Maometto di Peter von Winter, segnalando come il Terzetto “Dei che piangendo imploro” fosse una delle pagine più belle della partitura, ammirato anche da Gioachino Rossini. Oltre all’incisione completa della Marco Polo (che riproduce l’intera opera registrata al festival di Bad Wildbad) questo splendido frammento è anche ascoltabile all’interno dell’antologia A hundred years of Italian Opera 1810-1820 della sempre benemerita Opera Rara, nell’esecuzione di Christian du Plessis, Anne Mason e Bronwen Mills con la Philharmonia Orchestra diretta da David Parry. Avendolo trovato su Youtube ve lo propongo.

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Maometto & Maometto: Peter von Winter

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando la quasi unanimità delle enciclopedie e dei dizionari d’opera indicava nella tragedia di Voltaire Le Fanatisme, ou Mahomet le Prophète la principale fonte del rossiniano Maometto II: ci volle uno studio degli anni ’70 a firma di Bruno Cagli per capire che la fonte del capolavoro di Rossini era, in realtà, una tragedia del letterato Cesare Della Valle, autore anche del notevolissimo libretto dell’opera in cui, peraltro, non si parla del fondatore della religione islamica ma delle imprese di Mehmet II Al-Fātih, celebre conquistatore (Al-Fātih significa appunto “Il Conquistatore”) arabo che, alla fine del 1400, fece tremare di Paura l’Europa con le sue scorrerie. La tragedia di Voltaire, tuttavia, era stata alla base di un’altra opera, rappresentata alla Scala di Milano nel 1817 (tre anni prima il debutto del Maometto II al Teatro San Carlo di Napoli), ovvero Maometto che, su libretto di Felice Romani, venne messo in musica dal compositore tedesco Peter von Winter. Peter von Winter nacque a Mannheim nel 1754 e morì nel 1825 a Monaco, presso la cui corte fu assai attivo nel corso della sua intera esistenza: fu un compositore estremamente prolifico ed eterogeneo, autore di oltre quaranta lavori teatrali tra singspiel, melodrammi, opere giocose e opere italiane. Maometto si pone nell’ultima fase della carriera operistica di Winter e colse, al suo debutto, un successo caloroso e lusinghiero, tanto da toccare 45 repliche dopo l’apprezzamento della prima, avvenuta il 28 gennaio 1817; il cast milanese, del resto, vide agire sul palco alcuni tra i più celebri e rinomati cantanti lirici dell’epoca – tra cui Domenico Donzelli (Maometto), Filippo Galli (Zopiro), Carolina Bassi (Seide) e Francesca Maffei Festa (Palmira) – che sicuramente ebbero non pochi meriti nel valorizzare il lavoro del compositore tedesco.

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