Atto Primo

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Sala terrena in casa dei Donati.
Scena prima. I congiunti, e familiari dei Donati
CORO
In Firenze ei fè ritorno:
Sarà lieto questo giorno:
Ah! ne’ cori degli amanti
Quanta gioja sorgerà.
Questo tetto in pochi istanti
Buondelmonte accoglierà.
Al suo fianco omai d’Irene
La beltà più vanto ottiene;
Egli reca sulla fronte
Vago il raggio dell’amor.
Luce accresce un Buondelmonte
De’ Donati allo splendor.

Scena seconda. Irene, Tedaldo, Eleonora, e detti
IRENE
Sì; vien di gioja alfine
Al mio core un sorriso;
Il mio diletto invano
Portava il piè lontano: egli ritorna,
E sacra qui mi trova
alla promessa fede, al nostro affetto.
Leggerà nel mio sguardo
Qual è per lui, quant’è l’amore ond’ardo.
Mio ben, deh! vieni a rendere
A questo sen la pace,
Pura si vegga splendere
D’Imen la bella face.
La terra, il ciel sorridere
Si vegga al nostro amor.
Non rieda più di palpiti
Fra noi poter funesto;
Al tuo venir dileguisi
Fin l’ombra del dolor.
TEDALDO
Pensa ben che il tuo contento
Rea cagione di tormento
Forse ad altra diverrà.
CORO
Sei felice, o bella Irene.
Godi, esulta.
TEDALDO
Pensa.
IRENE
(a Tedaldo)
Ohimè!
Giorno quest’è di giubilo;
Deh! non turbarmi il core;
Non sorga idea che arrendersi
Ei possa a quell’amore,
Che primo lo ferì.
ELEONORA
Oh! scaccia dal petto – quel vano sospetto
Di tristo destino: – L’Imene vicino
A tanto soffrire – compenso darà.
IRENE
Ei venga, e d’Irene – la calma sarà.
Egli udrà dal labbro mio
Che l’amai costante ognora,
Ch’io fedel son come allora
Che piangendo mi lasciò.
E se udir da lui poss’io
Che a me visse ognor costante,
Scorderò da quell’istante
Quanto affanno il cor provò.
ELEONORA e CORO
Chi di te diviene amante
Come mai tradirti può?
TEDALDO
Non t’accenda quell’amante,
Che ad un’altra amor giurò.

Scena terza. Mosca e detti
ELEONORA
Amici, Buondelmonte
Giunto in Firenze ormai, solenne giuro
D’esser consorte a Irene
Quest’oggi segnerà.
IRENE
Del mio gioire
Voi pur godete, amici.
Quanti sospiri ei costa al core! Un serto
Se l’amistà mi cinge,
Fausto presagio sia
D’avvenir più felice all’alma mia.
TEDALDO
(ad Eleonora)
Donna, imprudente donna,
Pria d’unir Buondelmonte alla tua figlia
Pensa bene che ascoso
Esser puote un abisso ove tu cerchi
I molli fiori, e avvien che in quel si cada
Quando…
ELEONORA
Non più, Tedaldo.
TEDALDO
Donna, bada.
IRENE
Non han forse i Donati illustre nome
Al par de’ Buondelmonti?
MOSCA
Sì; ma udite
Di Mosca i detti: Irene esser felice
Spera da questo nodo… Buondelmonte
Pentirsi un dì potria…
ELEONORA e IRENE
Che?…
MOSCA
Non è stolta la parola mia,
<<Egli a Bianca promise esser consorte;
<<Promise a Bianca, figlia degli Amidei.
IRENE
<<Costrinse
<<Il suo labbro domestica ragione;
<<Cessata quella, del suo cor dispone.
MOSCA
<<Ma può del core, o Irene,
<<Disporre un uom, non dell’onore.
ELEONORA
Mosca,
Fuor di tempo consigli.
IRENE
Madre, vieni.
MOSCA
Ite: secure non sarete intanto
Che questa gioia non si cangi in pianto.
Tutti partono.

Scena quarta. Buondelmonte solo, indi Tedaldo
BUONDELMONTE
O soglia amica all’amor mio, ti veggo;
Nel baciarti respiro!… Buondelmonte,
Qui tu rechi d’amore il core ardente,
Ah! recarlo potessi anche innocente!
Parmi… ah! Tedaldo… tu qui sei?
TEDALDO
Più strano
È il veder Buondelmonte in queste mura.
Giovane incauto! Un sacro patto sprezzi,
Che a Bianca ti stringea
(E’l sa Firenze tutta) pria che madre
Stolta al tuo sguardo presentasse figlia
Più stolta ancor se fida in te.
BUONDELMONTE
Che dici?
TEDALDO
D’un cor sincero ascolta i detti amici.
Degli Amidei la vergine innocente
Sul giuro tuo riposa;
Che vuoi da Irene tu?
BUONDELMONTE
Farla mia sposa.
TEDALDO
In te stesso chiedi al core
Se gli cal tradir l’onore,
Se gli cal mancar vilmente
Alla fede che giurò.
BUONDELMONTE
Oh! martir!
TEDALDO
Se può dolente
Veder lei, che tant’amò.
BUONDELMONTE
Amo Irene, e sacri a lei
Tutti sono i giorni miei.
A lei penso, e me diviso
Da me stesso io sento allor.
Il poter del suo sorriso
Non dimentico un istante:
Adorar quel bel sembiante
È la legge del mio cor.
TEDALDO
Ah! se Bianca fia tradita,
Avrà vita di dolor!
Vieni a Bianca…
BUONDELMONTE
No, Tedaldo;
Ché mi chiama altrove amor.
TEDALDO
Ma vorran di tanta offesa
Gli Amidei ragion da te.
BUONDELMONTE
Fia per lor non lieve impresa
Il cercar ragion da me.
Solo consiglio – amor mi dà;
ogni periglio – sfidar mi fa.
Che giunga a togliermi – colei dal core
non v’ha terrore, – poter non v’ha.
TEDALDO
Da te si manca – di fedeltà?
Così di Bianca – non hai pietà?
Prevedo atroce – livor feroce,
che il sangue – spargere forse farà.
Parte.

Scena quinta. Buondelmonte, indi Irene
BUONDELMONTE
Egli sa tutto; forse agli Amidei
Va delatore.
IRENE
Buondelmonte!
BUONDELMONTE
Irene!
IRENE
Oh, come lento scorse
Della tua assenza il tempo!
BUONDELMONTE
A te ritorno.
IRENE
Ah! mio tesoro; parmi
Che sul tuo volto la mestizia sieda;
Forse fia vero il grido,
Che udii poc’anzi?
BUONDELMONTE
E qual?
IRENE
Che debba in pianto
Qui la gioja cangiarsi.
BUONDELMONTE
Che dici?
IRENE
E che pentirti
Del nostro amore tu potresti un giorno.
BUONDELMONTE
E chi svegliò in tuo petto
L’oltraggiante sospetto?
L’ardito scopri; fa’ ch’io lo conosca.
IRENE
Un de’ Lamberti fu…
BUONDELMONTE
Lamberti?
IRENE
Mosca.
BUONDELMONTE
(per partire sdegnato)
Mosca! Ch’io vada.
IRENE
Ascoltami.
Amico suo non sei?
BUONDELMONTE
Congiunto è d’Amidei.
IRENE
È forse…
BUONDELMONTE
È traditor.
IRENE
Se credi ch’empia sorte
Aver per me potresti:
Se, fatto a me consorte,
Tremare ognor dovresti;
Mi crederai la rea
Di così tristo amor:
E forse a quell’idea
Ti languirà l’ardor.
BUONDELMONTE
Temer non déi, mio bene;
L’ardor in me non langue.
Sarò lo stesso, Irene.
Ancor cadendo esangue
Non curo il mondo intero,
Sol bramo il tuo bel cor;
Tu sei pel mio pensiero
L’imagine d’amor.
IRENE
Vieni, o caro; che più attendi?
BUONDELMONTE
Pria… ch’io vada a quell’indegno…
IRENE
Giusto ciel! Che far pretendi?
BUONDELMONTE
Tutto in lui sfogar lo sdegno;
Vo’ che pria quell’alma stolta
Incominci a paventar.
IRENE
Che fai tu?… T’arresta… ascolta…
Perché farmi palpitar!
Deh! non far che in dubbio atroce
A tremar per te mi sia!
Dell’altare sulla via
Il dolor m’ucciderà.
Del tuo bene sia la voce,
Che ti calmi in tal momento:
Se mi lasci, lo spavento
Questa vita troncherà.
BUONDELMONTE
Ah! m’opprime quel vederti
Sol per me così tremante.
Non temer, quest’alma amante
Fida a te ritornerà.
A me noto è assai Lamberti;
Fabbro è sol di frode, e inganno:
Forse adesso in nostro danno
Quel crudel congiurerà.
Partono.
Gabinetto in casa degli Amidei.

Scena sesta. Bianca sola, indi Giovanna
BIANCA
Oh! perché mai giungesti, e ancor non voli
A ridonar la calma alla tua Bianca?
In te forse l’amore
Si cancellò?… Sarei delusa?… sempre…
Sempre, sogno fatal, io ti rammento!
Voce nel cor non sento,
Che mi ripeta: è fido.
Ah! mentre addio dicea.
Io sola sospirava; io sol piangea!
Deh! vieni, mio bene, – Ti chiama quest’alma:
Lo sguardo primiero – Sia luce di calma;
Il primo sospiro – Sia foco d’amor.
Sul ciglio di Bianca – Tu legger potrai
Che solo il suo nume – Tu fosti e sarai…
Ma invano ti chiama – Ti cerca il mio cor:
Ah! forse non odi – La voce d’amor.
GIOVANNA
Bianca…
BIANCA
Che rechi?
GIOVANNA
Ti reco affanno.
È de’ Donati – nella magione.
BIANCA
Ah!
GIOVANNA
Dir di volgo – non sempre è inganno.
Presago il sogno – parlava a te.
Egli ama Irene…
BIANCA
Deh! taci… ahimè!
Al mio seno l’ingrato non vola;
Ei più affetto per Bianca non sente!
Prima il core m’accende, m’invola,
Poi lo sprezza, e d’amarmi si pente.
Ei calpesta la fede, e l’onore:
Ad un’altra… ad un’altra sen va!
Ah! crudele! Di Bianca il dolore
Vendicato dal cielo sarà.
GIOVANNA
Giusto il cielo cotanto dolore
Sull’ingrato cadere farà.

Scena settima. Lamberto, che sarà stato a udire le ultime parole di Bianca, e dette
LAMBERTO
Ognor tu gemi, e che? non l’odii ancora?
Ancor di tanti oltraggi
Non senti il peso?
BIANCA
Che mai dici? Odiarlo?
Lamberto… e il posso?… Ah! troppo forte in petto
Quell’imago è scolpita… Cancellarla
Solo al cielo si spetta…
LAMBERTO
Altro in terra il potrà.
BIANCA
Che?
LAMBERTO
La vendetta
Il sangue, o Bianca
BIANCA
Taci…
Fin ch’io viva giammai.
LAMBERTO
Del nostro nome
Custode io son… Te troppo illude Amore…
Sorella, il tuo cordoglio
D’Irene dei Donati
Orna il trionfo. Egli la guida all’ara.
BIANCA
Che ascolto!… Ah! segui… La fatal novella
Chi mai recò?…
LAMBERTO
Mosca… Poc’anzi il vide
Ei stesso alla magione dei Donati
Correr furtivo al nuzial festino.
BIANCA
Ohimé!
LAMBERTO
Ti duole ancor del tuo destino?
BIANCA
(irata)
Giovanna; io son tradita,
E la rival gioisce; e Buondelmonte…
Buondelmonte crudel vive per lei…
(avviandosi)
Ah! che io prima rivegga il traditore…
GIOVANNA
Ove mai corri?
BIANCA
In braccio al mio dolore.
Parte.
GIOVANNA
Misera! Io pur ti seguo.
Parte.
LAMBERTO
Del tradimento ei non godrà. Tremenda
La mia vendetta sull’ingiuria scenda.
Parte.
Galleria in casa dei Donati.

Scena ottava. I congiunti, e familiari dei Donati; indi Eleonora, Buondelmonte, ed Irene
CORO
Giuraste omai di rendervi
Per sempre uniti insieme.
Il vostro giuro ascendere
Al nume in ciel dovrà.
Col riso, ch’è degli angioli
Sola delizia e speme,
L’accolga, e sempre vivida
La fede in voi starà.
ELEONORA
Figli, più non mi resta
Che vedervi all’altar pria del tramonto.
BUONDELMONTE
Poter non vi sarà che omai divida
Due cor dal cielo uniti.
CORO
Il ciel v’arrida.
Parte.

Scena nona. Tedaldo e detti. Indi Bianca, Lamberto, Mosca e Giovanna. In ultimo poi i congiunti e familiari dei Donati
TEDALDO
Amico…
BUONDELMONTE
A me ritorni
Ansante a ché?
TEDALDO
Bianca or vid’io.
BUONDELMONTE
Ma lascia
Di più nomarla a me
TEDALDO
Vér qui s’inoltra…
BUONDELMONTE
Bianca?… Che dici?…
IRENE
Ohimè! Deh? sposo mio!
BUONDELMONTE
Qual timor?
ELEONORA
Che pretende?…
TEDALDO
Eccola.
BIANCA
(s’arresta)
Oh! Dio!
BIANCA e IRENE
(Terribile è questo,
Momento fatale;
In petto m’assale
Geloso furor.
Di quella al cospetto
Non regge il mio cor!)
BUONDELMONTE
(Terribile è questo,
Momento fatale;
In petto m’assale
Ignoto rancor.
Di quella al cospetto
Non regge il mio cor!)
ELEONORA e GIOVANNA
(L’amante si trova
In punto fatale;
Lo veggo: l’assale
Un giusto terror.
Di Bianca al cospetto
Non regge il suo cor.)
LAMBERTO e MOSCA
(Si trova l’indegno
In punto fatale;
Lo veggo: l’assale
Un giusto rossor.
Di Bianca al cospetto
Non regge il suo cor.)
TEDALDO
(Terribile è questo
Momento fatale;
E tristo segnale
Sarà di livor.
Qual tempo funesto
Prevede il mio cor!)
BUONDELMONTE
Ah! Tedaldo?…
IRENE
(a Bianca)
Che cerchi? Che vuoi?
TEDALDO
(piano a Lamberto)
Deh, ti frena.
BIANCA
(guardando con angoscia Buondelmonte)
Ch’io vegga un ingrato!
IRENE
Buondelmonte!
TEDALDO
(a Buondelmonte)
(Ti mova il suo stato.)
(ad Eleonora)
Vedi: il vero Tedaldo parlò.
BIANCA
(a Buondelmonte)
Io son Bianca: io son colei,
Cui giuravi tanto amore;
Stolta allor quand’io credei
Al tuo labbro seduttore!
Su quel labbro è il giuramento
Debol suon, che perde il vento;
Ah! tu formi la sciagura
Di colei, che ognor t’amò.
LAMBERTO
(a Tedaldo)
Se più debbo qui restarmi
Io frenarmi non saprò.
BIANCA
(a Buondelmonte)
Parla… parla a me rispondi.
ELEONORA e GIOVANNA
(Qual cimento!)
BIANCA
Ti confondi?
Buondelmonte è quasi commosso, Irene lo guarda.
IRENE
(Si commove!)
BIANCA
Ed io sperava
Che pentito…
IRENE
No… nol puote
Egli al cielo… a me giurava.
BUONDELMONTE
(ad Irene)
Taci…
(a Bianca)
Ah! parti.
BIANCA
Ah! questo ancor!
IRENE
(a Bianca)
Va’: la speme omai disgombra;
Mio quel core fa il destino:
Non avresti neppur l’ombra
Del riposo a lui vicino.
BIANCA
Tu mel togli.
IRENE
Non son io;
È la fé, che mi giurò
Egli parli; egli ti dica
Se mancare a quella può!
BIANCA
Buondelmonte.
BUONDELMONTE
(Oh Dio! che strazio!)
BIANCA
Troppo dice il tuo tacer.
LAMBERTO
(avviandosi verso Buondelmonte in furia)
Meco altrove parli il perfido.
TEDALDO
(trattenendolo)
Ah, Lamberto! Qual pensier?
MOSCA
(a Lamberto)
Taci… soffri. A tempo, a loco
L’ira nostra scoppierà.
BUONDELMONTE
(a Bianca)
Me tu déi nella tua vita
Abborrir per quanto amasti.
Io son reo: tu sei tradita
Che più dir?… Saper ti basti
Che t’amò quest’alma… ed ora
Sol fuggirti omai dovrà.
BIANCA
Questi accenti!
IRENE
E v’ha più ancora:
Odi, Bianca.
BUONDELMONTE
(Che dirà!)
IRENE
(a Buondelmonte)
Perché mai d’amor lusinga
Par che resti ancor in lei?
Non tacere qual tu sei…
Non tacere qual son io…
(a Bianca)
Sì… lo sappi, è sposo mio;
BIANCA
(s’aggira furibonda per la scena)
Già tuo sposo!… A entrambi un ferro.
MOSCA
(a Bianca)
Non è l’ora…
BUONDELMONTE
Bianca!
ELEONORA
(a Irene)
Ah! vieni…
IRENE
(a Buondelmonte)
Qual furore!
GIOVANNA, TEDALDO, MOSCA e LAMBERTO
(a Bianca)
Vieni…
BIANCA
(a Buondelmonte)
No…
Tu non eri sì crudele…
(a Irene)
Hai quel vil reso infedele!
Sia velen fra voi l’affetto;
Da voi stessi maledetto…
Seduttrice, il tradimento
Sangue, sangue chiamerà.
IRENE
(a Bianca adirata all’eccesso)
Sangue!… vanne…
ELEONORA
Ell’è furente!
Que’ suoi detti!
Eleonora parte, poi torna con tutti i suoi Congiunti, e Familiari.
MOSCA e LAMBERTO
Più non sente.
Freme il cor! (Mi fa pietà!)
IRENE
S’allontani quella stolta,
Più soffrir non vo’ da lei:
Né più vengan gli Amidei
Me, superbi, ad insultar.
Faccia lor la rabbia accolta
Sollevar le ardite fronti:
I Donati, i Buondelmonti
Non sapranno paventar.
MOSCA e LAMBERTO
Gli Amidei saranno pronti
Questa offesa a vendicar.
BIANCA
(a Buondelmonte)
Possa il cielo ai giorni tuoi
Dar la pena di quest’alma:
Più non faccia a te di calma
Un sol raggio balenar.
Voi l’iniqui… siete voi…
Tu suo pari, un empio sei.
Ah! me pur ne’ voti miei
Fate un’empia diventar!
BUONDELMONTE
(a Bianca)
Deh! ti calma: non t’accenda
Un furor, ch’omai non giova…
A pietade almen ti mova
Il tuo fiero palpitar
Che felice il ciel ti renda.
Credi, credi, io sol desio:
Perché allora il fallo mio
Potrà Bianca perdonar.
TEDALDO
Ah! Lamberto, par che il fato
L’avvenir prepari orrendo!
Ti conosco, e già comprendo
Che ti brami vendicar.
Ma… rifletti che snudato
Un sol brando, altri ne appella
E Firenze!… pensa a quella…
La faresti lacrimar.
GIOVANNA
(a Bianca)
Vieni: orrori se qui resti
Tu potresti suscitar.
ELEONORA
Più non venga quella stolta
Noi superba ad insultar.
ELEONORA e CORO
Vanne, vanne: l’ira accolta
Faccia alzar le ardite fronti:
Ma i Donati, i Buondelmonti
Non sapranno paventar.
Partono Bianca, Lamberto, Mosca, Giovanna e Tedaldo.

Fine dell’Atto Primo

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