Joan Sutherland: The Age of Bel Canto

Che cos’è il Belcanto? A questa domanda ha provato a rispondere Richard Bonynge nel giugno 1963 registrando per la Decca un doppio LP allo Studio Decca No.3 di West Hampstead e alla Kingsway Hall di Londra. Il disco, intitolato appunto The Age of Bel Canto, era il quarto recital del soprano australiano Joan Sutherland (beniamina assoluta di chi scrive) e all’epoca definitiva stella nel repertorio lirico e di coloratura, ma costituì anche una delle prime incisioni di quella che della Sutherland sarebbe diventata inseparabile compagna in tante avventure, guarda caso, belcantiste, ovvero Marilyn Horne. Completa il terzetto degli artisti impegnati nell’ampio programma il tenore Richard Conrad, in realtà l’elemento meno interessante a causa di una voce agile ma sbiancata, tendente spesso al falsetto. Il doppio disco (ristampato dalla Decca nella serie Classic Sound, ma attualmente irreperibile in confezione singola e disponibile solamente nel monumentale cofanetto di 23 cd che raccoglie l’integrale dei recital in studio incisi dalla Sutherland) è uno degli esempi più perfetti di recital in grado di coniugare l’eccitazione per prove vocali esaltanti (nel caso di Sutherland e Horne) e una seria indagine musicologica riflessa in un programma e in una track list che non hanno perso nulla del loro fascino, pur a tanti anni di distanza. Cos’è il Belcanto per Sutherland – Horne – Bonynge? Il disco indaga la tradizione della grande opera italiana del ‘700 (La Cecchina, ossia la buona figliuola di Nicolò Piccinni, Atalantadi Georg Friedrich Händel) con i suoi molteplici lasciti: l’opera inglese dello stesso Händel e di Thomas Arne (Artaxerxes), ma anche la commedia borghese di William Shield (Rosina); la tradizione tedesco-italiana di Wolfgang Amadeus Mozart prima (Il Re pastore, Die Entführung aus dem Serail e Die Zauberflöte) e di Carl Maria von Weber poi (Der Freischütz) ma anche quella francese di Adrien Boildieu (Angéla, ou l’Atelier de Jean Cousin) e Daniel-François-Esprit Auber (La muette de Portici).

Al centro del programma c’è, ovviamente, la grande stagione dell’opera italiana compresa tra l’inizio del XIX secolo e gli anni ’50 dell’Ottocento… e non poteva essere altrimenti: Gioachino Rossini con Semiramide e Il barbiere di Siviglia, Vincenzo Bellini con La straniera e Beatrice di Tenda, Gaetano Donizetti con Lucrezia Borgia e Don Pasquale, Giuseppe Verdi con Attila sono tutti autori estremamente esemplificativi dell’evoluzione in senso drammatico ed espressivo del linguaggio e del codice astratto del Bel Canto. Di questo programma ampio, difficile e bellissimo viene offerta un’esecuzione spettacolare, almeno per quanto riguarda la componente femminile del recital. Joan Sutherland è al suo massimo: elegante nella fiorettatura, espressiva e convincente tanto nel languore malinconico della Straniera (che peccato non abbia mai affrontato integralmente quest’opera) quanto nello slancio della più travolgente entrata di Odabella dall’Attila testimoniata su disco, persino sensuale nei liquidi trilli dell’aria di Delilah dal Samson, la Sutherland di questo recital è una delle testimonianze supreme delle possibilità vocali, tecniche ed espressive cui può giungere la voce umana. Degna compagna di tanto splendore è Marilyn Horne, che nel duetto della Semiramide evoca veramente il paradiso perduto dei duetti delle grandi divine ottocentesche, senza dimenticare di ritagliarsi momenti di protagonismo assoluto nella Semele e nel brillante Bolero di Arditi che chiude il programma. Richard Conrad, come dicevo, è più prosaico (molto più prosaico) ma non tanto da rovinare irrimediabilmente la festa. Richard Bonynge, a capo della New Symphony Orchestra of London e della London Symphony Orchestra, guida con entusiasmo una realizzazione che, all’epoca, doveva apparire davvero pioneristica, come lo stesso direttore ricorda nel booklet di accompagnamento della ristampa nella serie Classic Sound: “Rimarrò sempre riconoscente nei confronti della DECCA […] per avermi concesso tanta libertà con un repertorio che all’epoca era sconosciuto”. Un disco storico e irrinunciabile.


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  1. #1 di amfortas il 29 settembre 2012 - 08:18

    Caro Gabriele, qui c’è poco da commentare, bisogna solo ascoltare! E poi basta cercare un po’ e si trova pure per qualche eurino di meno…
    Ciao!

    • #2 di Gabriele Cesaretti il 30 settembre 2012 - 17:04

      In effetti che ti vuoi commentare a questo recital? Un capolavoro non si commenta ^_^ Ciao paolo un salutone

  2. #3 di icittadiniprimaditutto il 29 settembre 2012 - 10:54

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. #4 di Filippo il 2 ottobre 2012 - 16:32

    Chiedo scusa ma non so cosa farci, della Stupenda Dame Joan Sutherland ho provato ad ascoltare di tutto: il suo Donizetti, il suo Handel, il suo Verdi, numerosi recitals… Non capisco davvero come sia potuta entrare nella storia della musica come una delle più felici interpreti mai esistite quando ha una tecnica mediocre, una coloratura affaticata, sciatta e sforzata, sovracuti non vibrati e spesso chiusi con l’urlo, fiati corti, filati afoni, dizione pessima e intepretazione scialba. Il timbro è sicuramente interessante, voce molto pregiata, ma questo non credo sia sufficiente per farla entrare nell’olimpo dei soprani. Beverly Sills è anni luce sopra di lei.
    Rispettando i gusti di tutti e accettando le opinioni altrui concludo: a me la Sutherland fa proprio cagare.

    • #5 di Gabriele Cesaretti il 2 ottobre 2012 - 17:22

      Rispettando le opinioni di tutti non condivido una parola. 🙂 Però alcune cose che scrivi non sono opinioni ma contestano dati di fatto facilmente verificabili: la coloratura, ad esempio, è tra le più fluide e nitide che si possano ascoltare (ma davvero ritieni affaticata quella che si sente, ad esempio, nell’aria di Attila postata alla fine del commento?)… i fiati corti… scusa ma dove? Nel valzer di Edwige dal Robinson Crusoe (recital Romantic French Arias) la gestione dei fiati è impressionante. Definire urla i suoi sovracuti, onestamente, mi sembra poi eccessivo. Insomma anche io rispetto le opinioni di tutti ma concludo: per me è la miglior cantante (inteso nel senso più ampio del termine) del ‘900.
      Ma l’hai sentito questo recital di cui parla il post?
      Ecco l’aria dall’Attila: http://www.youtube.com/watch?v=blVxVjcCk5M

  4. #6 di winckelmann il 8 ottobre 2012 - 08:45

    Io non sarei così duro con Conrad. Intanto è nettamente il migliore dei vari esperimenti di Bonynge di trovare un tenore in qualche modo adeguato alla diade Sutherland-Horne (certo: uno dice che ci vuol poco a essere migliori di Anastasios Vrenios e di John Serge, ma tant’è), poi secondo me in questo meraviglioso recital fa almeno due cose straordinarie: l’aria dalla Muette de Portici e il terzetto della Beatrice di Tenda. In altre cose è meno interessante e concordo che ha una fonazione talmente particolare che può facilmente non piacere. Mi sembra però che, per esempio, l’agilità sia assolutamente fuori del comune. Pensa solo, per andare a un altro disco, all’aria di Sesto nella selezione del Giulio Cesare di Handel. Certo, è stato un uomo sfortunato, ha dovuto troncare la carriera e non sappiamo cosa sarebbe potuto succedere se avesse continuato a cantare con queste premesse. Probabilmente nulla, ma queste poche cose che ha fatto mi sembrano degne di molta attenzione.
    Solo la mia personalissima opinione, naturalmente 🙂

    • #7 di Gabriele Cesaretti il 10 ottobre 2012 - 07:48

      Sicuramente Conrad appare molto migliore di altre scelte di Bonynge (anche se il Vrenios della Semiramide live non è così terribile come quello degli Ugonotti) e la sua scelta deve essere letta in chiave sperimentale, quindi su questo concordo con te: però pur sentendolo e risentendolo lo trovo proprio invecchiato rispetto alle sue compagne di avventura. Ciao e Grazie.

  5. #8 di winckelmann il 10 ottobre 2012 - 08:36

    Beh, le sue compagne di avventura stanno nell’Olimpo degli indimenticabili e degli irraggiungibili e non invecchieranno mai.

  6. #9 di matteo il 17 maggio 2013 - 00:23

    difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

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